Nei conflitti tra Nazioni non bisognerebbe mai arrivare a compiere i crimini di guerra: cosa sono e cosa rischia chi li perpetra.

Con l’invasione in Ucraina si sta tornando a parlare di crimini di guerra e di violazioni internazionali. Ma cosa sono i crimini di guerra? Nulla hanno a che vedere con il conflitto in sé che, anche se può apparire strano, non è vietato da nessuna legge internazionale.

Benché due Stati possano arrivare ad un conflitto, per risolvere le loro controversie, devono comunque rispettare degli obblighi. Chi non li rispetta sta commettendo un crimine di guerra e dovrà vedersela con il diritto internazionale. Esempi di tali crimini sono il maltrattamento e la tortura dei prigionieri, il saccheggiamento e l’utilizzo di armi vietate.

A stabilire l’insieme delle regole da rispettare durante un conflitto bellico è il diritto internazionale che va oltre il regolamento dei singoli Paesi. Chi viola le leggi del diritto bellico diventa un criminale di guerra e dovrà fare i conti con le conseguenze previste.

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Cosa prevede lo Statuto internazionale

Nel 1998 è stato siglato lo Statuto della Corte Penale Internazionale, detto anche Statuto di Roma, ed il Tribunale di competenza è la Corte penale internazionale dell’Aia, che si trova nei Paesi Bassi. Lo stesso ruolo è però ricoperto dalla Corte internazionale di giustizia dell’Onu, che si trova sempre nell’Aia. La differenza è che la prima può giudicare i singoli criminali mentre la seconda soltanto un intero Paese.

La pena massima prevista per i criminali di guerra è l’ergastolo. Per quanto riguarda l’invasione russa il 4 marzo la Corte penale internazionale ha aperto un’indagine al fine di verificare eventuali crimini di guerra commessi in Ucraina. Se le prove venissero confermate il presidente Vladimir Putin potrebbe rischiare l’accusa di crimini di guerra, l’arrestato e la condanna all’ergastolo.

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ultimo aggiornamento: 04-04-2022


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