Il costituzionalista Salvatore Curreri, in un’intervista a Fanpage.it spiega cosa potrebbe succedere se Draghi confermasse le sue dimissioni.

Professore, proviamo a tracciare qualche scenario in vista della verifica parlamentare di domani. Cosa succede se il presidente Draghi conferma le dimissioni?

“Abbiamo diverse possibilità. Draghi potrebbe rassegnare le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica, il quale, davanti alla sua reiterata volontà di lasciare, non potrà che prenderne atto, invitandolo a restare per il cosiddetto ‘disbrigo degli affari correnti’. Ricordiamo che i governi rimangono in carica anche se dimissionari, perché formalmente l’accettazione delle dimissioni si ha quanto viene nominato il nuovo governo. Mattarella ha già detto che non ci sarà altro governo al di là di quello in carica, dunque Draghi rimarrebbe in carica a gestire le prossime elezioni, fino a ottobre-novembre. Questo significa anche che Draghi dovrà presentare la Nota di aggiornamento al DEF, che deve essere presentata entro il 27 ottobre, e dovrà presentare anche la legge di bilancio, entro il 20 ottobre, anche se questo è un termine che di solito non viene rispettato. Probabilmente sarà una legge di bilancio molto light, e poi sarà il nuovo governo eventualmente a emendarla”.

Mario Draghi
Mario Draghi

Ma se Draghi confermasse le dimissioni, Mattarella potrebbe respingerle? Curreri replica che: “Nessuno può restare in carica contro la propria volontà. Mattarella, con tutta la sua moral suasion, di fronte all’ostinazione di Draghi, non può fare nulla. Piuttosto, ed è un’opzione di cui si sta discutendo in queste ore tra i costituzionalisti, ci sarebbe un’altra via. Ma dobbiamo fare un passo indietro e delineare due scenari differenti: nel primo Draghi si dimette a seguito del dibattito parlamentare, ma prima del voto di fiducia; formalmente in questo caso non avremmo quindi un voto di sfiducia nei confronti del governo. Nel secondo Draghi si dimette anche se le Camere gli votano la fiducia, ritenendo comunque la maggioranza parlamentare insufficiente rispetto a quella che lui aveva ipotizzato. In entrambi questi casi avremmo delle dimissioni senza un voto di sfiducia, paradossalmente potremmo avere delle dimissioni nonostante il voto di fiducia. Sarebbe una situazione molto strana. Di fronte a questo scenario non è da escludere l’ipotesi che Mattarella – sempre che Draghi sia d’accordo – respinga le dimissioni, il premier resti in carica nella pienezza dei suoi poteri, e le Camere vengano comunque sciolte”.

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ultimo aggiornamento: 20-07-2022


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