Ambulanti e spiagge, cos’è la direttiva Bolkestein e cosa prevede.

Le recenti proteste degli ambulanti, il Pnrr il decreto Proroghe hanno riportato alla ribalta la direttiva Bolkestein: ma che cos’è?

Mario Draghi
Mario Draghi

Cos’è la direttiva Bolkestein

La direttiva è stata approvata dalla Commissione europea nel 2006 e in Italia è stata abbracciata dal governo guidato da Silvio Berlusconi nel 2010.

Come al solito, il nome è quello della figura di riferimento. In questo caso si tratta di Frits Bolkestein, che ha lavorato alla direttiva nelle vesti di commissario per la concorrenza e il mercato interno.

Ma cosa prevede questa direttiva? Gli scopi sono nobili. Con il provvedimento si vuole favorire la circolazione dei servizi e si vogliono abbattere le frontiere protettive che separano i Paesi europei. Alla base di questo provvedimento c’è quindi la concezione della grande casa europea.

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Le concessioni pubbliche

Nella direttiva c’è un punto controverso, quello che riguarda le concessioni pubbliche. E proprio questo punto della direttiva ha scatenato le proteste degli ambulanti e ha sollevato la discussione legata agli stabilimenti balneari. La direttiva dispone l’obbligo di mettere al bando molte concessioni pubbliche in scadenza, in particolare quelle che riguardano gli spazi pubblici e demaniali. Il punto è che molte concessioni venivano rinnovate automaticamente al termine di una trattativa diretta. E la Corte di Giustizia ha sanzionato questa pratica. Il governo a quel punto è intervenuto aggiornando la normativa e adeguandosi alle indicazioni europee e cambiando le regole per il rilascio delle nuove concessioni. Sostanzialmente la concessione di spazi pubblici e demaniali deve passare per una gara.

Spiaggia
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I pro e i contro della direttiva Bolkestein

Dal punto di vista pratico, senza il rinnovo automatico delle concessioni si rischia di mettere alla porta magari piccole realtà familiari che si sono costruite un futuro solido con il duro lavoro. Al contempo, con il rinnovo automatico si potrebbero favorire grandi realtà che occupano una posizione quasi monopolistica.


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