Covid, Rezza: “Numeri in crescita. Vaccinare e comportamenti prudenti”

Covid, Rezza: “Numeri in crescita. Vaccinare e comportamenti prudenti”

La conferenza stampa dell’Iss sul Covid in Italia. Brusaferro: “La situazione è in lento peggioramento”.

ROMA – Consueto appuntamento con la conferenza stampa dell’Iss per fare il punto sul Covid in Italia. Il monitoraggio ha confermato un indice Rt stabile, ma salgono sia l’incidenza che la pressione sui servizi sanitari. Per questo l’invito è sempre quello di vaccinarsi e mantenere i comportamenti prudenti.

Rezza: “Mantenere comportamenti prudenti”

Come riferito dall’Ansa, Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, ha sottolineato come in Italia “c’è ancora un leggero peggioramento della situazione epidemiologica nel nostro Paese e per quanto riguarda la pressione sui servizi sanitari, anche se siamo ancora sotto la soglia critica di allerta, si osserva una tendenza all’incremento“.

Il componente del Cts ha, inoltre, invitato “a continuare con intensità la campagna vaccinale anche per quanto riguarda le terze dosi. Nello stesso tempo, però, serve mantenere dei comportamenti prudenti come distanziamento sociale e uso delle mascherine […]“. Non manca un passaggio sulla situazione in Sud Africa: “Stiamo analizzando con attenzione tutto quello che sta succedendo nel resto del mondo, in particolare la nuova variante. Di questa mutazione stiamo valutando le caratteristiche insieme agli altri organismi internazionali […]”.

Coronavirus

Brusaferro: “Situazione in crescita”

Il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, ha sottolineato come “la situazione è in crescita anche se i numeri sono più bassi rispetto a quelli degli altri Paesi dell’Ue […]. Le fasce di età più colpite sono quelle sotto i 19 anni […]. Sopra i 12 anni si sta registrando una crescita significativa, ma l’incidenza resta molto altra tra i 6 e gli 11 anni. Pure i ricoveri in fascia pediatrica sono in aumento, ma la situazione in questo caso è ancora sotto controllo […]. L’età media della diagnosi, invece, è in leggera decrescita. Restano stabili quelle delle terapie intensive e dei decessi […]”.