Mes, Crimi, ‘Non è uno strumento adeguato ma senza condizionalità lo valuteremo’.

Crimi, un passo in avanti verso il Mes. Dopo il vertice europeo del 23 aprile le intenzioni dell’Europa sulla gestione dell’emergenza coronavirus sono decisamente più chiare. O almeno sono chiari gli strumenti che l’Ue vuole mettere in campo. Tra questi, come noto, c’è il Mes soft che ha infiammato la politica italiana nelle ultime settimane.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno iniziato una dura campagna contro il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la parola Mes ha spaccato anche la maggioranza. Il Partito democratico ha caldamente invitato il premier a prendere in considerazione lo strumento offerto dall’Ue, mentre il Movimento 5 stelle ha alzato un muro.

Un muro che il capo politico pentastellato Vito Crimi ha iniziato a smantellare con prudenza tanto per non esasperare i toni almeno all’interno della maggioranza di governo.

Giuseppe Conte
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Crisi sul Mes: “Non è uno strumento adeguato ma senza condizionalità lo valuteremo, ci mancherebbe”

Crimi non si sbottona ma fa intendere di non essere intenzionato a dichiarare guerra al governo. Soprattutto in questa fase delicatissima. Se ci sarà da dover digerire anche il Mes il Movimento 5 stelle lo farà. Solo a determinate condizioni, ovviamente.

Il Mes non è uno strumento adeguato e utile allo scopo, ma se il ricorso al Meccanismo europeo di stabilità non dovesse prevedere delle condizionalità lo valuteremo: non possiamo non valutare la situazione in cui non ci sono condizionalità, ci mancherebbe“, ha dichiarato Crimi a Radio anch’io.

Il capo politico del Movimento 5 stelle spiega anche nel dettaglio quelle che sono le sue preoccupazioni soprattutto per il futuro.

“Il problema oggi è che questo strumento ci porta delle condizionalità future anche imprevedibili. Se avessimo la certezza che nessuno dopo due-tre anni venga a commissariare il Paese, è chiaro che potremmo prenderlo in considerazione. Ma questo deve essere certo e oggi non lo è”.

Vito Crimi
fonte foto https://www.facebook.com/vitoclaudiocrimi/

Tensioni nel fronte pentastellato

Il rischio è che il fronte pentastellato possa spaccarsi ulteriormente fino ad una vera e propria scissione del fronte, già indebolito dalle espulsioni e dai ritiri. E a farne le spese è ovviamente il governo, che negli ultimi mesi ha visto i suoi numeri in Parlamento ridursi in maniera pericolosa.


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