Crisi del gas, temperatura massima ridotta per i termosifoni?

Crisi del gas, temperatura massima ridotta per i termosifoni?

Risparmiare sul gas in Italia sarà fondamentale, considerando la situazione energetica legata alla guerra in Ucraina. Ma come si effettueranno le verifiche, e quali saranno gli interventi precisi?

Si prevedono molti possibili scenari nell’ambito della riduzione delle importazioni di gas. Una delle ipotesi più in voga è legata alla riduzione del riscaldamento di casa. In Italia, su 25,5 milioni di abitazioni, ben 17,5 usano caldaie a metano. Da ciò, l’influenza del gas russo in Italia è ancora più chiara. Se vorremo continuare ad andare avanti senza essere troppo penalizzati dalla crisi del gas, dovremo probabilmente ridurre il nostro utilizzo di esso. Ma come, esattamente?

Secondo l’Enea, ridurre di un solo grado la temperatura interna porterebbe ad un risparmio nei consumi del 5/10%. Un buon inizio. La situazione è anche al vaglio degli enti locali. L’associazione dei Comuni italiani – Anci – sta valutando in che modo affrontare la situazione. Si pensa di ridurre la temperatura e l’orario di funzionamento dei termosifoni, attualmente regolati da norme statali.

La legge, per le case private, prevede un tetto massimo di 20 gradi di temperatura, con una tolleranza di soli due gradi legata a delle possibili imprecisioni nei termostati. Tale valore è considerato perfetto per il comfort termico. Vi sono sei zone climatiche in Italia, e tale suddivisione riguarda periodo e ore di spegnimento ed accensione. I Comuni potranno intervenire proprio su questa normativa. Non si tratta di una novità, però. Da parecchi anni, le amministrazioni locali impongono limitazioni dei riscaldamenti, al fine di ridurre l’impatto ambientale.

Condizionatore

Chi farà i controlli?

Nelle scuole e negli edifici pubblici, le modifiche sono effettuate in modo automatico. Nelle abitazioni private, però, chi controlla? Le ordinanze stabiliscono che la Polizia locale e i tecnici abilitati si debbano occupare di tale mansione, eppure, visto il numero ingente di immobili da verificare, gli accertamenti sono eseguiti in modo randomico, a campione. Visti i rincari dei costi delle bollette, però, si prevede che proprio gli italiani, di loro spontanea volontà, abbasseranno i caloriferi in modo da spendere meno soldi.