Crisi di governo, concluso il secondo giro di consultazioni del premier incaricato Mario Draghi. Palazzo Chigi più vicino.

ROMA – Concluso il secondo giro di consultazioni del premier incaricato Mario Draghi. L’ex presidente della Bce è sempre più vicino a Palazzo Chigi e nei prossimi giorni è atteso al Colle per sciogliere le riserve.

Da capire da chi sarà formato il suo esecutivo. Le ultime indiscrezioni parlano di un governo misto di tecnici e politici. I primi andrebbero a ricoprire ruoli di peso come economia e salute, i secondi i ministeri rimanenti. Sulla squadra, però, resta il massimo riserbo e difficilmente si avranno novità nelle prossime ore.

Maggioranza sempre più larga, resta fuori solo FdI?

Una maggioranza ampia. E’ questo il quadro che si prospetta dopo il secondo giro di consultazioni. Tutti i partiti, escluso Fratelli d’Italia, hanno confermato il proprio sostegno all’esecutivo guidato da Mario Draghi.

Da sciogliere solamente le riserve di M5s e Leu. I grillini sono verso il sì e il proprio appoggio lo confermeranno solamente dopo il voto su Rousseau. Da parte di Liberi e Uguali, invece, c’è intenzione di aspettare il programma per capire se entrare oppure no in questa maggioranza.

Mario Draghi
Mario Draghi

Mario Draghi al Colle

Mario Draghi nei prossimi giorni dovrebbe salire al Colle per sciogliere le riserve e comunicare la lista dei ministri al Capo dello Stato. Le tempistiche ancora non sono chiare, ma il giorno giusto sembrerebbe essere quello di giovedì 11 dopo la conclusione del voto su Rousseau.

Il premier incaricato subito dopo il Quirinale dovrebbe giurare davanti al presidente della Repubblica. La cerimonia potrebbe esserci il giorno successivo alla sua salita al Colle e poi tra lunedì e martedì il voto di fiducia in Parlamento. Tempistiche che potrebbero consentire al nuovo presidente del Consiglio di varare un decreto sugli spostamenti tra Regioni.


Covid, cos’è il Modello Bertolaso che Salvini vuole proporre a Mario Draghi

Vaccini Covid, il ministro Speranza blocca la valutazione del Cts sul piano Bertolaso. E’ scontro con la Lombardia