Matteo Salvini propone a Mario Draghi il Modello Bertolaso per far fronte all’emergenza sanitaria. Di cosa si tratta.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha fatto sapere di voler chiedere al premier incaricato Mario Draghi di applicare il modello Bertolaso per far fronte all’emergenza coronavirus e ottimizzare tempi e risorse per la campagna di vaccinazione.

Salvini: “C’è un modello lombardo che è il più avanzato dal punto di vista della messa in sicurezza della popolazione e delle vaccinazioni”

“La priorità che porteremo al tavolo del professor Draghi, mentre altri si occupano di ministeri e di poltrone, sarà soprattutto la salute. C’è un modello lombardo che è il più avanzato dal punto di vista della messa in sicurezza della popolazione e delle vaccinazioni”, ha dichiarato Matteo Salvini parlando delle proposte che porterà martedì pomeriggio sulla scrivania di Mario Draghi nell’ultimo giorno di consultazioni con il premier incaricato.

In verità il leader della Lega ha raccolto critiche sui social in quanto il sistema sanitario lombardo è finito al centro delle critiche nella fase dura dell’emergenza coronavirus, quindi nel corso della prima ondata che ha messo in ginocchio la Regione.

Matteo Salvini
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Covid, cos’è il Modello Bertolaso

Ma cos’è effettivamente questo Modello Bertolaso? L’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso ha collaborato con la Regione Lombardia in occasione della prima fase dell’emergenza coronavirus e poi in quest’ultima fase, quella della campagna di vaccinazione.

Quello di Bertolaso è un progetto ambizioso ma considerato realistico. La premessa è una sola: le società devono mantenere i patti procedendo con la consegna delle dosi così come previsto dagli accordi. Se non dovessero esserci ritardi, la Lombardia potrebbe vaccinare tutti i cittadini entro il prossimo mese di giugno. Parola di Bertolaso.

Il consulente della Regione Lombardia vuole mobilitare per la campagna di vaccinazione i volontari della Protezione Civile, quelli della Croce Rossa, gli Alpini e i volontari delle Misericordie. Sostanzialmente si vuole creare un esercito di vaccinatori. Superando l’idea delle primule, quindi dei padiglioni immaginati dal Commissario Domenico Arcuri, Bertolaso propone di vaccinare anche nei drive-in, utilizzati per i tamponi. Nel piano ci sarebbe anche quella di prendere un hangar a Linate e il Terminal 2 di Malpensa. Inoltre potrebbero essere sfruttate anche le discoteche chiuse. Chiude il cerchio un servizio attivo ventiquattro ore su ventiquattro, con vaccinazioni che non si limitino alle 8 alle 20.00, ma che vadano avanti anche dalle 20.00 alle 8.00. Una misura emergenziale in una situazione effettivamente di emergenza.

Riassumendo il concetto, l’idea sarebbe quella di aumentare il numero di persone che possono somministrare il vaccino e sfruttare ampi spazi per una vaccinazione a tappeto e h24 o quasi.

Guido Bertolaso
Guido Bertolaso

Un’impresa possibile?

Siamo di fronte ad un piano sicuramente ambizioso e le perplessità restano soprattutto per quanto riguarda la previsione di vaccinare tutti i lombardi entro giugno. Per raggiungere l’obiettivo dovrebbero essere somministrate tra le 120 e le 137.000 dosi ogni giorno.


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