Lo sforzo per allontanare la crisi di governo, del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, è durata poco.

La disamina, circa il bypassaggio della fiducia sul provvedimento, non ha trovato il consenso di Palazzo Chigi. Mario Draghi avrebbe avanzato un’unica soluzione plausibile: la richiesta di fiducia al Senato sul dl Aiuti, settata poi dal governo.

Il M5S si comporterà come già ampiamente espresso, in linea, cioè, con quanto già annunciato dallo stesso Giuseppe Conte, nell’ambito dell’assemblea congiunta dei parlamentari del Movimento, al termine di una giornata a dir poco infuocata: insomma, il dato chiaro è che i senatori non parteciperanno alla votazione.

Quest’ultimi, sarebbero infatti pronti ad uscire dall’Aula e il governo veste le sembianze di una donna sull’orlo di una crisi di nervi isterica, che la porterà allo sfacelo più totale. Ora spetterà a Draghi, decidere se andare al Colle, oppure tornarsene in Parlamento, al fine di constatare la maggioranza. Ma cosa chiede il Pd? “Di fare una verifica per capire se questa maggioranza c’è ancora o no”. Medesima richiesta, avanzata già pochi giorni fa dallo stesso Berlusconi, che ora afferma: “Andare alle urne non ci preoccupa”.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

La Lega dopo aver analizzato la verifica, commenta di essere concentrata su una scelta unitaria del centrodestra, affermando “piuttosto che perdere mesi con inutili tira e molla, sarebbe più saggio dare la parola agli italiani”. Luigi Di Maio è un tornado: “I dirigenti M5S stavano pianificando da mesi l’apertura di una crisi per mettere fine al governo Draghi”. Mentre Matteo Renzi dall’Aula si rivolge a Draghi: “Il governo deve andare avanti, continui a fare, premier: serve all’Italia”.

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ultimo aggiornamento: 14-07-2022


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