Senza peli sulla lingua, Giuseppe Cruciani si è trovato a parlare del Generale Vannacci e delle sue mosse a tema politico.
Dopo essersi trovato a chiacchierare con Matteo Salvini sul palco di Nexus a Milano Marittima con annessa battuta sul suo ipotetico futuro da sindaco di Milano, ecco Giuseppe Cruciani parlare di Roberto Vannacci e delle sue ultime mosse politiche. A Repubblica, il conduttore de La Zanzara ha voluto sottolineare alcuni aspetti legati al Generale e alle sue idee.

Cruciani e la mostrificazione di Vannacci
“Seguo Vannacci da tre anni, trovo che sia un animale politico totalmente nuovo”, ha detto GIuseppe Cruciani in una intervista rilasciata a Repubblica. “Unisce carisma militare e resistenza da maratoneta, l’uso della potenza dei social e la fatica del porta a porta”. Sempre sul Generale, il conduttore de La Zanzara ha aggiunto: “I mostri mi piacciono”. E in chiave voto: “Vannacci il suo se la sta costruendo. Decido sempre all’ultimo. Comunque alle Europee l’ho già votato: veniva mostrificato, i mostri mi piacciono“, ha ribadito.
Tra remigrazione e razzismo
Secondo Cruciani, l’ascesa di Vannacci in campo politico con Futuro Nazionale è il frutto della “percezione che su immigrazione sicurezza il governo non abbia fatto abbastanza. L’altro giorno discutevamo di quell’imprenditrice rapinata a Firenze e mi ha chiamato Calenda per dirmi che non ci sono mai state così poche rapine. Magari sarà vero. Ma questo non è un mondo in cui il consenso lo ottieni portando la statistica”.
Ad ogni modo Cruciani non condivide totalmente l’idea della remigrazione che porta avanti Vannacci: “Vale per i clandestini, o per chi ha commesso reati. Se s’intende cacciare quelli che stanno già qui, e lavorano onestamente, non sono d’accordo nella maniera più assoluta. La remigrazione è una cosa più di sinistra che di destra“.
Focus anche su chi accusa il Generale di razzismo. Secondo Cruciani Vannacci non è “assolutamente” razzista. “Il razzismo è una cosa terribile e seria, significa discriminazione per il colore della pelle”. Non è neanche fascista, ha ribadito Cruciani. Il motivo? “Il fascismo si deve dimostrare con i fatti, le azioni, non con le parole, e comunque Vannacci non si è mai dichiarato fascista”.