Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sulla ripresa della scuola: “Rinviare il ritorno in classe”.

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, chiede di valutare la possibilità di rinviare il ritorno a scuola, ipotesi bocciata dal Ministro dell’Istruzione ma che potrebbe tornare alla ribalta alla luce dei dati sulla diffusione del virus in Italia.

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De Luca, “Rinviare il ritorno a scuola”

“Nel quadro attuale di diffusione del contagio fra i giovanissimi, mi parrebbe una misura equilibrata e di grande utilità il semplice rinvio del ritorno a scuola. Prendere 20 o 30 giorni di respiro, consentirebbe di raffreddare il picco di contagio, che avrà a gennaio probabilmente un’altra spinta, e di sviluppare la più vasta campagna di vaccinazione possibile per la popolazione studentesca”, ha dichiarato Vincenzo De Luca. “Non sarebbe una misura ideale ma consentirebbe di riprendere a breve le lezioni in presenza con maggiore serenità per gli alunni, per le famiglie, per il personale scolastico“.

“Tenere a casa i bambini non vaccinati mi sembrerebbe una misura odiosa, discriminatoria e ingestibile”

Il Presidente della Regione Campania ha poi commentato le voci sulle nuove misure che potrebbero essere adottate per gestire i casi di Covid a scuola: “In relazione alla riapertura delle scuole, sento circolare l’ipotesi di tenere a casa i bambini non vaccinati. Mi sembrerebbe una misura tanto odiosa e discriminatoria, quanto ingestibile. Credo che si debbano prendere misure semplici ed equilibrate, con l’obiettivo di aprire le scuole in presenza quanto prima e per sempre“.

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

No del governo allo slittamento del ritorno a scuola

Da fonti del governo si apprende che il ritorno a scuola non slitterà e che le prima campanelle del 2022 suoneranno quando previsto, tra il 7 e il 10 gennaio.

Covid, nuove misure per la scuola: governo diviso

Proprio la riapertura delle scuole e la gestione dei contagi nelle classi sono due temi caldi che dividono la maggioranza di governo.

Una delle ipotesi al vaglio è quella, almeno per quanto riguarda le scuole elementari e la prima media, di procedere, nel caso di due positivi al Covid nella stessa classe, con l’auto-sorveglianza di cinque giorni per i ragazzi vaccinati o guariti dal Covid nel corso degli ultimi tre o quattro mesi. Per i non vaccinati scatterebbe la Dad con quarantena di dieci giorni. Con tre positivi nella stessa classe la situazione sarebbe presa in gestione dalla Asl, che potrebbe disporre la sospensione della didattica in presenza.

L’ipotesi però non convince la maggioranza di governo. Alcuni parlano di misure discriminatorie che portano all’emarginazione dei soggetti non vaccinati.

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coronavirus

ultimo aggiornamento: 03-01-2022


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