Il decreto Milleproroghe è legge

Il decreto Milleproroghe è legge

Il decreto Milleproroghe in Parlamento. Il provvedimento è stato approvato sia dalla Camera che dal Senato. .

ROMA – Il decreto Milleproroghe in Parlamento. Chiusa la discussione in Commissione, il provvedimento è diventato legge dopo l’approvazione di Camera e di Senato.

Decreto Milleproroghe alla Camera

Il decreto Milleproroghe ha ottenuto il via libera della Camera con 324 sì e 31 astenuti. L’unico partito a non dare fiducia al provvedimento, fortemente voluto dalla vecchia maggioranza, è stato Fratelli d’Italia.

Senato

Decreto Milleproroghe al Senato

Discussione veloce e approvazione in Senato. Palazzo Madama ha dato il via libera al provvedimento con 222 voti favorevoli, 23 contrari e sette astensioni.

Cosa prevede il decreto Milleproroghe

Un decreto ricco di novità. La deadline, per non farlo cadere, era quella di lunedì 1° marzo. Tempistiche molto strette che non hanno consentito al Senato di apportare delle modifiche rispetto al testo approvato alla Camera. Andiamo a vedere le misure principali del provvedimento, il primo del nuovo governo Draghi.

Bonus vacanze

Il bonus vacanze è stato prolungato di sei mesi. I cittadini, quindi, potranno richiedere il voucher fino al 31 dicembre 2021. Un aiuto per cercare di rilanciare il turismo la prossima estate.

Pubblica amministrazione

Inserito un ampliamento della platea dei precari coinvolti dalle procedure di stabilizzazione nella pubblica amministratore.

Sfratti

Nessuna modifica per quanto riguarda gli sfratti. Il Governo ha preferito prendere del tempo per valutare meglio la misura e solo dopo si apporteranno modifiche.

Università

Per gli studenti universitari prevista la proroga dell’anno accademico al 15 giugno 2021.

Mercato tutelato dell’energia

Prolungato il mercato tutelato dell’energia. L’obbligo del passaggio al mercato libero avverrà il 1° gennaio 2023 e non nel 2022, come deciso prima della pandemia.

Cassa integrazione

Una parte del provvedimento è dedicata alla cassa integrazione. Il Governo ha deciso di spostare al 31 marzo i termini di decadenza per l’invio delle domande. Una decisione presa per aiutare le famiglie in difficoltà.