Decreto Rilancio, sarà battaglia politica a colpi di emendamenti

Decreto Rilancio, sarà battaglia politica a colpi di emendamenti

Sul decreto Rilancio è prevista una battaglia politica da combattere a suon di emendamenti. E ci sono anche quelli presentati dalle forze di maggioranza.

Inizia la battaglia politica sul decreto Rilancio, una partita che si giocherà in Commissione e in Parlamento e che passa per gli emendamenti (migliaia) presentati al testo.

Decreto Rilancio, la battaglia degli emendamenti

I timori della vigilia si sono avverati. Anche forze di maggioranza presentano emendamenti al testo chiedendo di aumentare i fondi stanziati nella prima versione del decreto Rilancio.

Nella giornata del 3 giugno scadono i termini per presentare gli emendamenti al testo del decreto. Dovrebbero essere migliaia secondo le stime del Corriere della Sera. E probabilmente l’informazione non è sbagliata.

E per il governo ci sono due problemi. Il primo è legato al rapporto con le Opposizioni, che non possono essere escluse ed ignorate, quindi in qualche modo dovranno essere ascoltate, anche nel segno di quell’unità chiesta da Mattarella alla vigilia del 2 giugno. Il secondo problema è legato agli emendamenti presentati dalle forze di maggioranza. Questi andranno trattati con la massima attenzione per evitare strappi e ultimatum.

Senato

La difficile posizione di Gualtieri

Per Gualtieri la situazione si fa complicata. Il ministro dell’economia ha l’arduo compito di dover far quadrare i conti possibilmente senza chiedere un ulteriore aumento del deficit.

Il Recovery fund potrebbe essere una soluzione, ma il rischio è che, se anche passasse, arriverebbe in ritardo. Tradotto, nell’immediato l’Italia deve muoversi da sola. Anche alla luce del fatto che al momento non sembra voler attivare i fondi del Mes per evitare una battaglia sanguinosa all’interno della maggioranza di governo.

Il circolo vizioso si rompe solo con un nuovo aumento del deficit, che passa comunque per il Parlamento. E probabilmente non sarebbe visto di buon occhio da Bruxelles, che anche negli ultimi giorni ha invitato i Paesi a rischio a non sottovalutare il problema del debito.

Il testo del decreto Rilancio.