Il chimico forense sull’impronta 33 del delitto di Garlasco: l’analisi e cosa è stato scoperto relativamente al materiale presente.
Chiara Poggi avrebbe lottato contro il suo assassino prima di venire uccisa. Sono queste le ultime sul delitto di Garlasco. Ma non solo. Ulteriori dettagli starebbero emergendo da altre analisi, come quella effettuata sull’impronta 33. A spiegare meglio quanto scoperto è stato un chimico forense, consulente di Alberto Stasi, intervenuto a Canale 5 durante ‘Mattino 5’.

Delitto di Garlasco: gli accertamenti sull’impronta 33
Nel corso della trasmissione ‘Mattino 5’, in onda su Canale 5 e condotta da Federica Panicucci, si è tornati a parlare del delitto di Garlasco dando ampio spazio all’impronta 33 e alle analisi effettuate. La conduttrice ha dialogato con un chimico forense, consulente di Alberto Stasi: “Voi avete ricostruito il laboratorio a questa impronta, l’avete fatta, l’avete utilizzata e l’avete testata in maniera diversa, quindi solo sudore, sangue e sudore, è corretto questo? Avete fatto delle prove con la ninidrina per vedere l’esito, il colore, la colorazione della macchia stessa?”, ha domandato la Panicucci.
Gli esami svolti: non solo sudore
“Esattamente, abbiamo fatto parecchie prove su diverse tipologie di impronte, quindi abbiamo testato le impronte supportanti il grasso della pelle, quindi il sebo, impronte supportanti sudore e quelle con il sangue e poi il mix di tutti questi elementi, di tutto questo materiale biologico“, ha risposto il chimico forense, Oscar Ghizzoni, che ha analizzato l’impronta 33.
Il risultato è stato quindi esplicato in trasmissione: “Abbiamo poi testato delle impronte con un contatto differenziato, quindi contatto sfuggevole, contatto pressato, in posizione ferma, in movimento, quindi tutte le ipotesi possibili e immaginabili sono state testate. Per quello che le dicevo prima si è trattato di un lungo lavoro”.
L’impronta in questione fa riferimento alla traccia sul muro delle scale che portano in cantina, dove il 13 agosto 2007 venne ritrovato il corpo senza vita di Chiara Poggi, riconducibile per i PM al palmo della mano destra del nuovo indagato. Secondo il chimico forense, tale impronta non sarebbe solo di sudore ma avrebbe appunto materiale biologico di vario tipo.
#Garlasco, parla il chimico forense consulente di Stasi "Impronta 33 con materiale biologico che non è solo sudore"#Mattino5 pic.twitter.com/AljC63R6Hw
— Mattino5 (@mattino5) March 23, 2026