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Delitto di Garlasco: dettaglio che fa pensare al "sabotaggio" di Stasi
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Delitto di Garlasco, c’è una cosa che “fa pensare ad un sabotaggio”: il dettaglio

Alberto Stasi

Le ultime sul delitto di Garlasco e il focus su una serie di errori che hanno spinto a pensare ad un “sabotaggio” ai danni di Alberto Stasi.

Il nuovo giallo sull’impronta 97F ma non solo. Il delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi continuano ad essere argomento di forte discussione anche nei salotti televisivi. In questo senso, alcune analisi avvenute durante ‘Ore 14 Sera’ hanno portato ad ipotizzare persino ad un “sabotaggio” verso Alberto Stasi, condannato per l’uccisione della sua ragazza all’epoca dei fatti.

prove scientifica con cacciavite

Delitto di Garlasco. i tanti errori nel caso

Del delitto di Garlasco ha parlato anche la trasmissione Rai ‘Ore 14 Sera’ con una serie di focus sui tanti errori avvenuti nel corso delle indagini che, a distanza di anni, stanno piano piano emergendo e cambiando, forse, le dinamiche e le responsabilità dell’omicidio Chiara Poggi. Tra i vari aspetti affrontati da Milo Infante, conduttore, e i suoi ospiti, anche quello dei capelli nel lavandino.

Sull’argomento, Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi presente in studio, ha risposto: “Mai analizzati, né è mai stato spiegato perché fossero lì. Non ci sono solo gli errori, non sono mai arrivate spiegazioni. Entri in una cucina, vedi tutti i piatti lavati, due cucchiaini sporchi nel lavandino e non li esamini? I RIS sono stati fatti intervenire solo tre giorni, troppo tardi”.

“Fa pensare ad un sabotaggio” ai danni di Stasi

In questo senso, presente in trasmissione anche l’ex Generale dei Ris Garofano che ha spiegato come sia “il pm a decidere l’intervento degli specialisti, sono i carabinieri della territoriale che possono chiedere assistenza se serve”.

Ma proprio tale precisazione ha portato Milo Infante a dire una frase molto forte: “Ci sta dicendo che i carabinieri si fossero convinti di avere risolto il caso, che il responsabile fosse Alberto Stasi, per questo ritengono non necessario l’intervento dei RIS di Parma, facendolo ritardare. Arrivate dopo con un disastro già fatto, interrogano Sempio e non gli chiedono cosa avesse fatto il giorno dell’omicidio, manomettono il computer di Alberto, forse anche quello di Chiara. Svuotano il cestino del PC di Alberto, fa pensare a un sabotaggio, nessuno può essere così stupido da farlo”.

Garofano ha quindi difesoa ancora i colleghi ritenendo “eccessivo parlare in questo modo. Si è sempre fatto così, Cogne, Novi Ligure, sempre fatto così. E’ stata fatta un’immaginazione degli errori, che devono essere contestualizzati in base a quando avviene l’omicidio, i carabinieri avevano quelle competenze, hanno cercato notizie su quei computer“.

Sul tema computer, però, il padrone di casa non ha certo risparmiato un commento sibillino: “Si cancella qualcosa che non si vuole più vedere”. Un botta e risposta a cui hanno fatto seguito ulteriori precisazioni anche da parte dell’avvocato De Rensis: “[…] Io vado alla fonte, al pm, è da lì che partono i problemi. Se non ho alle spalle casi di omicidi efferati chiedo di attendere prima di agire, invece lì sono entrati tutti. I penalisti sanno che se una persona è interrogata per più di 7 ore è perché ci si attende qualcosa“.

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ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2026 13:13

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