Le risposte di Garofano sull’operato del Ris per il delitto di Garlasco e le accuse per le “omissioni” contro Stasi.
Dopo diverso tempo trascorso lontano dal dibattito pubblico, Luciano Garofano è stato, di fatto, costretto a tornare al centro dell’attenzione. In questo senso, eccolo essere tornato a parlare del delitto di Garlasco respingendo con decisione le accuse rivolte al lavoro svolto dal Ris di Parma durante le indagini del 2007 sulla morte di Chiara Poggi. L’ex comandante del reparto investigazioni scientifiche ha scelto un’intervista esclusiva con Antonino Monteleone, durante la puntata di ‘Filorosso’, in onda su Rai 3 e disponibile su RaiPlay, per rispondere alle contestazioni emerse negli ultimi mesi.

Delitto di Garlasco: Garofano parla di “montatura mediatica”
Le parole del generale sono state particolarmente dure nei confronti di chi ha messo in discussione l’operato degli investigatori. Garofano, infatti, ha subito detto in tv: “È una vergognosa montatura mediatica. Ho querelato e querelerò tutte le persone che continueranno a offendermi e a diffamarmi”, ha dichiarato, annunciando di voler proseguire per vie legali contro chi, a suo giudizio, ha superato il limite della critica.
Al centro del confronto con Monteleone è finita soprattutto la questione delle cosiddette “corse negative” relative agli esami genetici. Una vicenda che ha alimentato il sospetto che alcuni risultati potenzialmente favorevoli ad Alberto Stasi non siano stati adeguatamente considerati o comunicati. Un’interpretazione che Garofano ha respinto categoricamente.
La risposta alle accuse: “Nulla è stato nascosto”
“Si vuole far passare che noi siamo stati omissivi e noi abbiamo nascosto qualcosa. Si vuole far passare che noi volevamo in qualche modo incastrare Stasi. Questo è assolutamente falso”, ha spiegato. Secondo l’ex comandante, i risultati contestati erano già disponibili e inseriti nella documentazione dell’indagine. “Le corse e i dati grezzi sono stati forniti. Esistevano, facevano parte della documentazione che avevamo nel nostro fascicolo. Non c’era niente assolutamente da nascondere”.
Garofano ha poi affrontato direttamente il valore delle analisi genetiche effettuate sui reperti, soffermandosi in particolare sui pedali della bicicletta. A suo avviso, gli esiti negativi di alcune verifiche successive non possono cancellare quelli positivi ottenuti il 19 settembre. “Il DNA di Chiara Poggi su quei pedali c’era. Nessuna corsa negativa successiva può sconfessarlo”, ha ribadito, aggiungendo che possono esserci numerose spiegazioni tecniche per risultati differenti.
Infine, l’ex generale ha commentato le audizioni degli ultimi mesi, ricordando le difficoltà di ricostruire attività svolte quasi vent’anni prima. “Io sfido chiunque a ricordare particolari di diciannove anni prima in un contesto nel quale noi facevamo migliaia di analisi”, ha osservato, sottolineando che, al momento delle convocazioni, lui e gli altri interessati non disponevano della documentazione originale.