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Delitto di Garlasco: cosa significa goccia di sangue sotto microonde
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Delitto di Garlasco: cosa spiega la goccia di sangue sotto al microonde

scena del crimine di una cucina con un uomo della scientifica

Una goccia di sangue potrebbe rivelare molto sul delitto di Garlasco e le intenzioni del killer di Chiara Poggi. Ecco cosa sappiamo.

Nelle scorse ore ha avuto grande risalto la traccia 97F che non sarebbe stata del tutto analizzata o che, da quanto sappiamo, non ha avuto grande rilevanza durante le indagini sul delitto di Garlasco. Qualcosa, invece, potrebbe cambiare per quanto concerne una goccia di sangue trovata sotto al microonde della cucina della villetta di via Pascoli. Un dettaglio sul quale hanno detto la loro i consulenti della famiglia Poggi a Fanpage.

nastro che delimita una scena del crimine

Delitto di Garlasco: la goccia di sangue sotto al microonde

Si torna a parlare di una goccia di sangue trovata sotto al microonde della cucina della villetta Poggi dove fu uccisa il 13 agosto 2007 Chiara Poggi nell’ormai famoso delitto di Garlasco. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri nel 2007 nella loro Bloodstain Pattern Analysis (BPA), la traccia 61 avrebbe portato a pensare che l’assassino di Chiara dopo l’omicidio sarebbe entrato in cucina per cercare qualcosa e in quell’occasione sarebbe caduta appunto una goccia di sangue della vittima dall’arma del delitto o da qualsiasi altro oggetto.

Cosa cercava l’assassino e come si è mosso

A fare luce su questa ricostruzione, anche i consulenti della famiglia Poggi che a Fanpage hanno fatto sapere alcuni dettagli. “Dopo l’omicidio l’assassino si è spostato in cucina forse per cercare un sacchetto dove mettere l’arma del delitto e in quel caso gli è caduta la goccia di sangue”, ha detto Marzio Capra. “L’aggressore conosceva quella casa, come dimostrato anche dal percorso da lui successivamente effettuato all’interno dei locali: entrava nel bagno per lavarsi del sangue con cui si era sporcato, si portava poi in cucina, dove sostava brevemente (forse per cercare un sacchetto in cui occultare l’arma e altro), quindi usciva”.

Dario Redaelli, ex poliziotto e consulente dei Poggi, sempre sulla traccia 61 ha detto a Fanpage: “Il Ris ha fatto un campionamento e un’analisi della traccia 61 e hanno identificato un solo profilo genetico che era quello di Chiara Poggi. Non era dunque una traccia mista. Dalla ricostruzione della BPA del 2007 si fa riferimento a quella traccia presupponendo che potrebbe essere una traccia ematica che si sarebbe staccata dall’arma ancora impugnata dall’assassino”.

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ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2026 16:36

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