Ecco una telefonata che potrebbe essere importante ai fini delle indagini anche sul delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi.
Il giallo del delitto di Garlasco sembra essere sempre più vicino ad una sua conclusione che potrebbe cambiare definitavamente il destino dei personaggi coinvolti, da Alberto Stasi ad Andrea Sempio. In questo senso, parallelamente alle indagini sulla morte di Chiara Poggi si sta cercando di fare luce su una serie di suicidi avvenuti nella zona che potrebbero avere a che fare con la morte della povera ragazza avvenuta il 13 agosto 2007. Uno di questi riguarda Giovanni Ferri, vicino di casa di Sempio. Sul tema è arrivata una importante dichiarazione da parte del maresciallo Pennini che si occupò della vicenda.

Delitto di Garlasco e i suicidi sospetti
La vicende potenzialmente collegate al delitto di Garlasco e all’omicidio Chiara Poggi sembrano essere molteplici. Qualcosa di molto strano ha a che vedere con una serie di suicidi che sono avvenuti dopo il decesso della povera ragazza, avvenuto il 13 agosto 2007. In questa ottica, la trasmissione ‘Mattino 5’ ha acceso i riflettori sulla morte di un pensionato nel 2010 che in qualche modo potrebbe dare degli spunti di riflessione visto come sarebbero state portate avanti le indagini.
Le parole del maresciallo al telefono
Il caso più eclatante sembra essere quello di un pensionato, Giovanni Ferri, che secondo le autorità si sarebbe tolto la vita ma su cui, a detta della moglie, rimasta vedova, non sarebbero state svolte le giuste indagini. Emanuele Canta ha contattata al telefono il maresciallo Pennini che si occupò del caso ricevendo delle risposte piuttosto particolari.
“Per quanto riguarda la possibilità di un suicidio con queste modalità , cioè polsi tagliati entrambi e anche la gola, di un uomo di 88 anni, non è davvero molto strano? Lei cosa ne pensa?”, ha domandato l’inviato di ‘Mattino 5’. La risposta è stata inizialmente titubante: “Intanto io non so da dove derivi il fatto che siano stati tagliati entrambi i polsi. Leggendo gli articoli all’epoca, io mi ricordo che chi aveva fatto il sopralluogo aveva evidenziato il polso sinistro tagliato e la gola se non erro entrambe le due parti”.
Il dettaglio sull’arma “in mano”
Canta ha quindi detto al maresciallo che era stato, forse, lui stesso a parlare di “entrambi i polsi”. Pennini a questa affermazione ha replicato: “Io se non ricordo male ho sempre parlato dell’arma, del coltello che era lì presente, che all’inizio si sosteneva che si erano tagliato questi polsi e il collo e non era stata rivenuta nessun’arma e io ho sempre sostenuto che il coltello c’era“.
Il giornalista ha quindi riportato al maresciallo le parole della vedova di Ferri che ha spiegato come i carabinieri, eccezion fatta per la prima volta in cui l’hanno informata della morte del marito, non si siano più fatti vedere. “Io sicuramente non posso contrariare ciò che sostiene la signora perché io non c’ero. Ritengo che comunque qualcuno sia per forza andato a casa della signora. Posso affermare con assoluta certezza che l’arma c’era”, ha detto Pennini ribadendo come l’arma fosse “in mano alla vittima”.
Non è chiaro se questa morte del signor Ferri possa essere in qualche modo collegata al delitto di Chiara Poggi ma certamente riflette alcune situazioni poco limpide che avvenivano in zona Garlasco in quegli anni.
#Garlasco, il giallo di Giovanni Ferri, parla il maresciallo Pennini: "Ferri aveva l'arma in mano"
— Mattino5 (@mattino5) April 28, 2026
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