Il racconto di un incontro dopo il delitto di Garlasco tra Andrea Sempio e Alberto Stasi con Marco Poggi presente.
Andrea Sempio è tornato a parlare pubblicamente del delitto di Garlasco e dell’omicidio Chiara Poggi. Intervenuto a ‘Quarta Repubblica’, trasmissione di Rete 4, l’indagato non ha solo posto l’accento sul suo rapporto con il fratello della vittima ma ha anche raccontato un inedito passaggio legato ad un incontro avuto con Alberto Stasi in paese, poco dopo la morte della ragazza. In quella occasione sarebbe stato presente anche Marco Poggi.

Delitto di Garlasco: la vita di Sempio durante le indagini
Durante la recente puntata di ‘Quarta Repubblica’, rispondendo a diverse domande, Sempio ha raccontato di non avere “una vera e propria vita, lavoro e mi chiudo in casa”. Gli unici momenti di uscita per lui sarebbero “con gli avvocati o per altre circostanze”. Nel faccia a faccia televisivo, l’uomo ha anche aggiunto: “Di recente hanno risentito alcuni miei amici o alcuni ex compagni di scuola, quindi per me è anche un problema frequentarli. Se io mi dovessi rivedere con queste persone che poi vengono risentite, c’è anche il rischio che dicano: ‘magari si son messi d’accordo su cosa dire’. Quindi devi tagliare tutto. Nuove amicizie, nuove conoscenze capitano, ma non è una bella cosa starmi vicino adesso, rischi di trovarti sui giornali”.
L’incontro tra Sempio, Stasi e Marco Poggi in un locale
Interessante anche il momento dell’intervista con Nicola Porro a ‘Quarta Repubblica‘ nel quale Sempio ha affrontato il tema del rapporto con Marco Poggi ma anche con Alberto Stasi. Sempio ha spiegato che, dopo l’omicidio di Chiara, ci sia stato un momento in cui i tre sono stati nello stesso locale: “Non conoscevo Stasi, mai visto lì a casa, non ci ho neanche mai parlato”, ha detto.
E ancora: “L’ho incrociato solo una volta però c’era già stato l’omicidio, era già iniziata l’indagine contro di lui. L’abbiamo visto in un locale di Garlasco, abbiamo notato un ragazzo che aveva un cappellino e guardando abbiamo visto che era lui. Visto che nella nostra compagnia c’era anche Marco, ci siamo fatti spostare di tavolo perché Marco non lo incrociasse“.