Il boss stragista Giuseppe Graviano depone in video conferenza al processo ‘Ndrangheta stragista’ e chiama in causa Berlusconi: “L’ho incontrato quando ero latitante”.

È destinata a far discutere la deposizione dell’ex boss stragista Giuseppe Graviano che chiama in causa Silvio Berlusconi in una serie di rivelazioni che complicano la posizione del leader di Forza Italia.

Silvio Berlusconi
Fonte foto: https://www.facebook.com/pg/SilvioBerlusconi

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Processo ‘Ndrangheta stragista, la deposizione di Giuseppe Graviano: gli affari con Silvio Berlusconi

Il boss di Cosa Nostra ha parlato in video-conferenza e ha fatto più volte il nome di Silvio Berlusconi.

“Mio nonno materno, Quartanaro Filippo, era una persona abbastanza ricca. Era un grande commerciante di ortofrutta. Venne invitato a investire soldi al nord, perché era in contatto con Silvio Berlusconi”.

Il passo successivo, nella ricostruzione di Graviano, fu quello del settore immobiliare.

“Mio nonno mi disse che era in società con queste persone, mi propose di partecipare pur specificando che mio padre non voleva. Io e mio cugino Salvo abbiamo chiesto un consiglio a Giuseppe e Michele Greco, che mi dissero che qualcuno doveva portare avanti questa situazione e abbiamo deciso di sì. E siamo partiti per Milano. Siamo andati dal signor Berlusconi, mio nonno era seguito da un avvocato di Palermo che era il signor Canzonieri”.

Il primo incontro avvenne nell’hotel Quark, nell’83. C’erano Berlusconi, mio nonno e mio cugino Salvatore. Noi affiancavamo mio nonno perché era anziano e dovevamo essere pronti a prendere il suo posto. Siamo andati con questa situazione, di tanto arrivavano un po’ di soldi e mio cugino non li divideva, ma li reinvestiva”.

Tribunale
fonte foto https://twitter.com/marziadegiuli

“Incontrai Berlusconi nel 1993, quando ero latitante”

Un altro incontro sarebbe avvenuto nel ’93, quando Graviano era già latitante da tempo.

“A dicembre di quell’anno, c’è una nuova riunione a Milano. Io ero latitante dall’84. Mio cugino mi invita a partecipare. Si era arrivati alla conclusione che si dovesse regolarizzare la situazione e far emergere il nome dei finanziatori. Ci siamo incontrati con Berlusconi, con lui c’erano altre persone che non mi sono state presentate. Berlusconi sapeva che ero latitante“.

Nel corso della sua deposizione il boss Graviano si scaglia anche contro il leader di Forza Italia, accusato di essere un traditore.

Berlusconi fu un traditore, perché quando si parlò della riforma del Codice penale e si parlava di abolizione dell’ergastolo mi hanno detto che lui chiese di non inserire gli imputati coinvolti nelle stragi mafiose”.

Il legale di Berlusconi: dichiarazioni diffamatorie

Immediata la risposta da parte di Niccolò Ghedini, legale di Silvio Berlusconi: “Le dichiarazioni rese quest’oggi da Giuseppe Graviano sono totalmente e platealmente destituite di ogni fondamento, sconnesse dalla realtà nonché palesemente diffamatorie“. “Si comprende, fra l’altro, perfettamente– prosegue l’avvocato – l’astio profondo nei confronti del presidente Berlusconi per tutte le leggi promulgate dai suoi governi proprio contro la mafia“.

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ultimo aggiornamento: 07-02-2020


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