Dichiarare il falso nell’autocertificazione è reato oppure no? Cosa sappiamo dopo la decisione del Gup di accogliere il ricorso di un ragazzo di 24 anni.

Da ore tiene banco il caso del gup che ha assolto un ragazzo condannato per aver dichiarato il falso sull’autocertificazione. Avete capito bene. Il gup ha assolto il giovane. Questo nonostante ormai da un anno abbiamo imparato che dichiarare il falso sull’autodichiarazione costituisce, o a questo punto sarebbe più corretto dire costituirebbe, il reato di falso. Proviamo a fare chiarezza e a capire come stanno effettivamente le cose.

Il caso del 24enne assolto

Per provare a fare chiarezza partiamo proprio dal caso del giovane assolto. Il ragazzo viene fermato a Milano e dichiara di star tornando a casa dopo aver lavorato in un negozio. Gli inquirenti procedono con le verifiche del caso e il titolare del negozio in questione comunica che il giovane non era di turno. E così il 24enne viene accusato di aver commesso il reato di falso e condannato a pagare una multa di 2.550 euro.

Il giovane, insieme con il suo avvocato, decide di fare ricorso per due motivi. In primo luogo per dimostrare che il giovane è uscito di casa per motivi di lavoro e in secondo luogo perché non esiste una legge che obbliga a dichiarare la verità sull’autocertificazione, che ricordiamo essere necessaria ad esempio per uscire di casa in zona Rossa o per spostarsi durante il coprifuoco su tutto il territorio nazionale. Di fatto non ci sarebbe nessuna norma che obbliga a dire la verità sul documento.

Il gup ha accolto il ricorso riconoscendo che “un simile obbligo di riferire la verità non è previsto da alcuna norma di legge e, anche se ci fosse, sarebbe in palese contrasto con il diritto di difesa del singolo“.

Tribunale
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Dichiarare il falso nell’autocertificazione è reato?

Inevitabilmente la sentenza ha avuto una risonanza nazionale e ha sollevato diversi dubbi sull’autocertificazione. Ma davvero dichiarando il falso non si commette reato? Forse la cosa non è così semplice come potrebbe sembrare dopo la decisione del Gup.

Il nodo è legato al diritto di difesa. Per quanto riguarda il caso dell’autocertificazione, il soggetto non sarebbe obbligato a dire la verità in quanto se dichiarasse il vero potrebbe incorrere in una sanzione mentre se dichiarasse il falso commetterebbe un reato.

Se passasse la linea del gup di Milano cadrebbe il sistema delle restrizioni in vigore per contenere la diffusione del virus. Prima di uscire di casa senza un valido motivo e confidare nella sentenza di un giudice è bene tenere a mente che siamo di fronte ad un caso isolato e che spesso questi iter si sono conclusi con la conferma della condanna.

Il dato di fatto è che in questo anno ci sono state sentenze diverse e finanche contrastanti tra loro nonostante l’oggetto del contendere fosse lo stesso. L’orientamento comune è comunque quello di sanzionare la violazioni delle disposizioni del governo.

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ultimo aggiornamento: 26-03-2021


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