Le dichiarazioni di Jean Todt sulle condizioni di Schumacher: “Speriamo che le cose migliorino, lentamente ma con certezza”.

ROMA – Jean Todt è ritornato sulle condizioni di Michael Schumacher in un’intervista alla Bild. “Schumi – ha detto il presidente della Fia citato dall’Ansa combatte con le conseguenze dell’incidente di Meribel, speriamo che le cose migliorino, lentamente ma con certezza. Ho passato molto tempo con Corinna da quel giorno. E’ una donna meravigliosa, guida della famiglia ed è grazie a lei se Michael è sopravvissuto, anche se con conseguenze. Al momento si lotta e speriamo di poter avere presto delle importanti notizie“.

Come sta Michael Schumacher

I tifosi di Schumi ormai da diversi anni sono in apprensione per le condizioni del pilota tedesco dopo l’incidente del 2013. La famiglia ha sempre preferito mantenere il massimo riserbo sul reale quadro clinico di Michael e per questo motivo non si hanno particolari informazioni.

Le uniche novità sulle condizioni di Schumacher sono state date da Jean Todt, ma anche il presidente della FIA non si è mai realmente sbilanciato e non abbiamo, quindi, notizie. Un percorso di recupero che si preannuncia molto ostico, ma in molti sperano di poterlo rivedere il prima possibile in pubblico per tirare un sospiro di sollievo.

Green Pass obbligatorio, le regole dal 15 ottobre

Michael Schumacher
Michael Schumacher

Mick Schumacher vuole la Ferrari

Un percorso di recupero lungo e complicato, ma che potrebbe portare Schumacher a vedere il figlio Mick alla guida di una Ferrari. Il talento non manca e sicuramente il suo approdo in Formula 1 è stata una grande emozione per papà Michael.

Ora serve ancora qualche anno di crescita, ma a Maranello guardano con molta attenzione al pilota tedesco. Le porte di un suo approdo in Ferrari nel 2023 o nel 2024 non sono chiuse e molto dipenderà dal futuro di Leclerc e Sainz. Con un addio, possibile l’approdo in rosso di Schumi junior.


Stangata di Ferragosto, aumenta il prezzo della benzina

Istat, in autunno meno spostamenti per il Covid: la metà sarà in auto