Il capo di Gabinetto del ministero della Giustizia ha rassegnato le dimissioni per motivi personali.

ROMA – Il capo di Gabinetto del ministero della Giustizia ha rassegnato le dimissioni per motivi personali. La decisione Fulvio Baldi l’ha comunicata direttamente al ministro Bonafede che, al termine di un colloquio avvenuto nella serata di giovedì 14 maggio 2020, ha accettato la richiesta avanzata dal suo ex collaboratore.

Il Guardiasigilli ha ringraziato per il lavoro l’ex capo dell’ufficio legislativo ed affidato questo ruolo a Mauro Vitiello. Si tratta di una reggenza in vista di una decisione che dovrebbe essere presa nelle prossime settimane.

Le intercettazioni tra Baldi (estraneo alle indagini) e Palamara

Le dimissioni, come precisato dal Ministero, sono arrivati per motivi personali ma la coincidenza temporale tra il passo indietro e le rivelazioni sui colloqui tra Baldi e Palamara potrebbe far pensare ad una motivazione di facciata anche se non si hanno conferme ufficiali in questo senso. Nella telefonata i due hanno fatto dei riferimenti a favoritismi.

Da segnalare che l’ex capo del Gabinetto del Ministero della Giustizia è estraneo alle indagini. Palamara, invece, è finito nel mirino degli inquirenti proprio per il caso delle nomine pilotate.

Ministero della Giustizia
fonte foto https://www.facebook.com/ministerodellagiustizia/

Mauro Vitiello al suo posto

Le dimissioni sono state rassegnate al termine di un colloquio con il ministro Bonafede. Baldi ha precisato che la decisione del passo indietro è dovuta a motivi personale con il Guardiasigilli che lo ha ringraziato per il lavoro svolto da quando l’esponente pentastellato si è insediato nel Ministero.

La reggenza è stato affidato a Mauro Vitiello ma nelle prossime settimane l’incarico potrebbe essere dato ad un’altra persona. Sono in corso tutte le valutazioni del caso e le decisioni saranno prese molto probabilmente al termine di questa emergenza coronavirus.

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