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Disastro del Moby Prince, cosa accadde nella tragedia del 1991
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Disastro del Moby Prince, la notte di fuoco a Livorno: 140 morti e una verità ancora incompleta

nave cargo in fiamme

La storia del disastro del Moby Prince: la collisione con la petroliera Agip Abruzzo, l’incendio nella rada di Livorno, le 140 vittime, l’unico sopravvissuto e i dubbi mai risolti.

La sera del 10 aprile 1991 il traghetto Moby Prince lasciò il porto di Livorno diretto a Olbia. A bordo c’erano passeggeri ed equipaggio, persone in viaggio verso la Sardegna e lavoratori impegnati nella normale traversata notturna. Pochi minuti dopo la partenza, però, la nave entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo, ancorata nella rada livornese.

L’urto squarciò una cisterna della petroliera. Il greggio fuoriuscito prese fuoco e le fiamme avvolsero il traghetto, trasformandolo in una trappola. Il bilancio fu devastante: 140 persone morirono. L’unico sopravvissuto fu il giovane mozzo Alessio Bertrand, recuperato in mare dopo essere riuscito ad abbandonare la nave.

esplosione nave cargo

Moby Prince: la collisione con l’Agip Abruzzo e i soccorsi

Per anni la tragedia fu raccontata attraverso una versione rimasta molto discussa: la nebbia, la possibile distrazione dell’equipaggio, il destino. Ma il caso Moby Prince non si è mai chiuso davvero dentro una spiegazione semplice. Le famiglie delle vittime hanno sempre contestato una ricostruzione ritenuta insufficiente, chiedendo di chiarire non solo perché avvenne la collisione, ma anche cosa accadde nei minuti e nelle ore successive.

Uno dei nodi più dolorosi riguarda i soccorsi. Dopo l’incidente, l’attenzione operativa si concentrò soprattutto sull’Agip Abruzzo. La presenza del Moby Prince, in fiamme e con persone ancora a bordo, non fu compresa e gestita con la rapidità necessaria. Proprio questo punto è diventato centrale nelle commissioni parlamentari d’inchiesta: il tempo di sopravvivenza delle vittime, la mancata salita a bordo, il coordinamento delle operazioni e le comunicazioni radio restano aspetti decisivi della vicenda.

Le commissioni d’inchiesta e una ferita ancora aperta

Negli anni, processi e indagini non hanno dato ai familiari una verità piena. La Commissione parlamentare conclusa nel 2018 ha messo in discussione la tesi della nebbia come causa determinante e ha parlato di gravi criticità nei soccorsi e nelle indagini iniziali. Una nuova Commissione, nella legislatura successiva, ha continuato ad approfondire i punti rimasti oscuri.

Ancora oggi il Moby Prince è ricordato come la più grave tragedia della marineria civile italiana del dopoguerra. Non è solo il racconto di una collisione in mare, ma la storia di 140 vite spezzate, di famiglie rimaste senza risposte definitive e di una domanda che continua a pesare: quante di quelle persone potevano essere salvate?

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ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2026 10:05

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