Dl Rilancio in ritardo rispetto ai piani del governo. Tensioni e rinvii rallentano i lavori, arrivati ormai alle battute finali.

Nato come il decreto Aprile, il decreto Rilancio è in ritardo anche a maggio. Le divergenze all’interno della maggioranza di governo hanno rallentato i lavori nonostante la spinta del premier Conte, intenzionato a chiudere la partita il prima possibile.

Giuseppe Conte
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Dl Rilancio in ritardo rispetto ai piani del governo

Il decreto Rilancio doveva vedere la luce l’11 maggio, con un Consiglio dei Ministri poi slittato. Le tensioni e le discussioni nella maggioranza di governo hanno fatto slittare il pre-consiglio e di conseguenza anche il Consiglio dei Ministri.

Le discussioni all’interno della maggioranza

Le discussioni interne sono tante e interessano diversi punti del decreto. Come prevedibile. Il governo è chiamato a confrontarsi con un documento di grande importanza, che inciderà sul futuro economico di famiglie e aziende. E con il peso della pressione sulle spalle emergono inevitabilmente le divergenze tra tre forzo politiche (Movimento 5 stelle, Partito democratico e Italia Viva) non propriamente omogenee.

Palazzo Chigi governo
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Le condizioni del Movimento 5 stelle sulla regolarizzazione dei migranti

Il nodo più difficile da sciogliere resta quello sulla regolarizzazione dei migranti o meglio dei lavoratori irregolari. Si tratta di braccianti, colf e badanti. La maggior parte di questi sono stranieri ma non mancano italiani che lavorano in nero in questi ambiti.

Italia Viva di fatto spinge per una sanatoria per regolarizzare questi lavoratori con un permesso di soggiorno temporaneo. Il Movimento 5 stelle non vuol sentir parlare di sanatorie. E il cerchio non si chiude nonostante gli sforzi del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che torna a vestire il ruolo di mediatore.

Nella serata dell’11 maggio, dopo una giornata di lavori intensi, il ministro dell’Economia Gualtieri ha fatto sapere che il governo ha sciolto tutti i nodi politici legati al dl Rilancio. Sarebbe quindi stato raggiunto anche un compromesso sulla regolarizzazione degli irregolari.

Si procederebbe quindi con una sanatoria che però non sarebbe applicabile nel caso in cui il datore di lavoro abbia, negli ultimi cinque anni, condanne per reati come favoreggiamento di immigrazione, sfruttamento della prostituzione o caporalato.

Agricoltura
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Dl Rilancio, Italia Viva e la battaglia (ideologica) sul Reddito di emergenza

Italia Viva ricambia il favore tirando il freno sul Reddito di emergenza, ma si tratta di una battaglia quasi esclusivamente ideologica visto che il provvedimento è stato messo a punto da tempo, con tanto di coperture.

Scarica QUI il testo del Decreto Cura Italia per conoscere le norme a sostegno delle famiglie e delle imprese.

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ultimo aggiornamento: 12-05-2020


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