Donald Marshall Jr. fu condannato a 17 anni per l’omicidio di Sandy Seale, avvenuto nel 1971 in Nuova Scozia. Dopo 11 anni di carcere venne assolto e il suo caso cambiò la giustizia canadese.
Ci sono casi giudiziari che diventano molto più di una vicenda personale. Quello di Donald Marshall Jr. è uno dei casi più sorprendenti. Giovane Mi’kmaq della comunità di Membertou, in Nuova Scozia, venne accusato dell’omicidio di Sandy Seale, ragazzo nero di 17 anni ucciso nel maggio 1971 a Sydney, nel parco di Wentworth.
Marshall aveva anche lui 17 anni quando fu arrestato. Venne processato, condannato all’ergastolo e mandato in carcere per un delitto che non aveva commesso. Rimase detenuto per oltre 11 anni, prima che nuove prove portassero alla sua assoluzione. La sua storia sarebbe poi diventata uno dei più gravi errori giudiziari della storia canadese.
L’omicidio di Sandy Seale e la condanna di Donald Marshall Jr.
La sera del delitto, Donald Marshall Jr. e Sandy Seale si trovavano a Wentworth Park. Lì incontrarono due uomini, tra cui un uomo di nome Roy Ebsary. Sandy Seale venne colpito con un coltello e morì per la ferita riportata.

Fin dall’inizio, le indagini si concentrarono su Marshall. La polizia lo conosceva già e la sua condizione di giovane indigeno pesò in un contesto investigativo segnato da pregiudizi, superficialità e omissioni. Testimonianze fragili e contraddittorie vennero usate contro di lui, mentre elementi che avrebbero potuto indirizzare l’inchiesta verso un altro uomo non furono trattati con la dovuta attenzione.
Il processo durò pochi giorni. Il 5 novembre 1971, la giuria lo dichiarò colpevole dell’omicidio di Sandy Seale. Marshall venne condannato all’ergastolo. Aveva 17 anni e da quel momento iniziò una lunga detenzione per un crimine che, anni dopo, la giustizia avrebbe riconosciuto non essere stato commesso da lui.
L’assoluzione, l’inchiesta pubblica e il peso del razzismo
La svolta arrivò molto tempo dopo. Mentre Marshall era ancora in carcere, emersero nuove informazioni che indicavano Roy Ebsary come l’uomo che aveva accoltellato Sandy Seale. Alcune testimonianze cambiarono, altri elementi vennero finalmente riletti e il vecchio impianto accusatorio cominciò a crollare.
Donald Marshall Jr. venne rilasciato nel 1982. Nel 1983, la Corte d’Appello della Nuova Scozia annullò la condanna e lo assolse. Ma anche quella decisione lasciò una ferita: inizialmente la Corte sembrò attribuirgli una parte di responsabilità per l’errore giudiziario, come se fosse stato lui stesso a contribuire alla propria condanna. Una lettura che sarebbe stata poi duramente superata dall’inchiesta pubblica.
La Commissione reale sul caso Donald Marshall Jr. arrivò a conclusioni molto più nette. Stabilì che il sistema giudiziario aveva fallito quasi a ogni passaggio: dalla polizia alla procura, dal processo all’appello. La Commissione riconobbe anche che il fatto che Marshall fosse indigeno aveva avuto un ruolo nella sua condanna ingiusta.
Il caso cambiò profondamente il dibattito sulla giustizia in Canada. Portò a riforme sulla divulgazione delle prove alla difesa, sul ruolo dei pubblici ministeri e sul trattamento delle minoranze nel sistema penale. Donald Marshall Jr. morì nel 2009, ma il suo nome resta ancora oggi legato a una vicenda emblematica: un ragazzo mandato in carcere da innocente, un sistema che non volle vedere i propri errori e una verità arrivata solo dopo anni perduti.