Il presidente turco esce vincitore dalla mediazione per il grano ucraino ma dall’altra parte del mondo fa la guerra.

Ieri è arrivato l’accordo del grano tra Russia e Ucraina a Istanbul. Un accordo storico anche come presagio di pace tra i due paesi. Oltre all’Onu, a giocare il ruolo da mediatore è stato Recypp Ergodan. Sin dall’inizio della guerra il presidente turco ha organizzato negoziati per portare la pace tra Mosca e Kiev, senza successo che però è arrivato con la crisi del grano. In questo contesto Erdogan si è impegnato al massimo per portare sul tavolo un’intesa e sbloccare l’emergenza a livello globale.

La Turchia ha giocato un ruolo chiave e ne esce vincitrice perché al centro delle manovre delle prossime settimane. Una vittoria che Erdogan può rivendicare in qualsiasi momento per propri interessi come accaduto relativamente all’entrata di Svezia e Finlandia nella Nato. Il paese parte dell’Alleanza atlantica ha posto il suo veto per ottenere la cacciata dei curdi, a lui ostili, dal paese scandinavo che offre asilo alla minoranza perseguitata proprio dai turchi.

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Erdogan media per la pace in Europa e attacca il Medio Oriente

Se in Europa dell’Est Erdogan cerca la pace, in Siria e Iraq fa la guerra. Ankara ha colto la distrazione dell’Occidente concentrata sulla guerra in Ucraina per portare avanti le sue battaglie in Medio Oriente. Ieri la Turchia, proprio mentre mediava tra i due paesi sul grano, ha attaccato l’Iraq. L’attacco ha coinvolto un gruppo di turisti iracheni in un resort situato nel Dohuk, regione autonoma del Kurdistan iracheno. Questo attacco turco ha ucciso nove persone tra cui tre bambini mentre ne sono rimasti feriti 23.

Le tensioni tra Bagdad e Ankara si riaccendono. Lì infatti la Turchia ha un avamposto militare utilizzato per condurre operazioni contro i guerriglieri del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), gruppo considerato terrorista da Ankara e dall’Ue. L’attacco però è stato condannato sia da Usa che Onu – che sedeva allo stesso tavolo del presidente turco a Istanbul. La popolazione ha manifestato contro le ambasciate turche a Baghdad e in altre città irachene.

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ultimo aggiornamento: 23-07-2022


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