Draghi: decreto da rifare, stop aiuti a imprese e famiglie

Draghi: decreto da rifare, stop aiuti a imprese e famiglie

Dopo al tetto per gli stipendi pubblici, Mario Draghi ferma il decreto che prevede gli aiuti del prossimo autunno per imprese e famiglie.

Sembrava fosse stato ufficializzato il tetto massimo degli stipendi per i manager pubblici sulla soglia di 240mila euro lordi all’anno. Ma ecco che dal Governo arriva lo stop: il presidente del Consiglio Mario Draghi chiede una modifica del Dl Aiuti Bis previsto per imprese e famiglie entro il prossimo autunno. In poche parole il testo dovrà essere approvato dalla Camera per poi tornare in Senato.

Mario Draghi

La modifica del Dl Aiuti Bis

Draghi chiede il licenziamento del decreto che prevede tutti gli aiuti alle famiglie in vista del prossimo autunno. In questo modo, il testo tornerà in terza lettura al Senato la prossima settimana quando quella di ieri sarebbe dovuta essere l’ultima seduta di lavoro per palazzo Madama.

La prima fase prevista domani alla Camera sarà quindi la cancellazione della norma che introduce la deroga al tetto degli stipendi per: forze dell’ordine, le forze armate e la pubblica amministrazione. Il superamento del tetto è previsto da un emendamento a prima firma Forza Italia e poi riformulato dal Governo. Infine verrà approvato durante l’esame del decreto (per cui sono stati stanziati 17 miliardi di aiuti a sostegno di famiglie e imprese).

L’emendamento prevede la deroga al tetto di 240mila euro annui lordi degli stipendi pubblici, come quelli dei pubblici ufficiali, del capo della polizia, il Comandante generale dell’Arma, il comandante generale della guardia di finanza. Il ministero dell’Economia dichiara di aver contribuito solo dal punto di vista tecnico sulle coperture; poi il Governo è intervenuto bloccando il proseguimento dell’iter normativo.

L’Italia vede fermare davanti a sé la possibilità di ricevere quell’aiuto che era stato promesso. Quel sostegno introdotto per reggere la complessa situazione economica di imprese e famiglie a causa dell’emergenza energetica.

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