Al meeting di Rimini il premier Draghi ha tenuto un discorso quasi d’addio alla carica.

Il presidente del Consiglio dimissionario Mario Draghi ha fatto un discorso agli italiani animato da uno spirito repubblicano. Ha invitato gli italiani ad andare a votare dicendo che “chiunque verrà eletto saprà preservare lo spirito repubblicano che ha contraddistinto la nostra azione. Sono convinto che chiunque lo farà perché il nostro è un grande paese e gli italiani sanno reagire con coraggio e decisione ai momenti difficili”.

Il suo è stato un discorso pieno dei fiducia nei confronti del futuro della politica. Senza rancori nei confronti dei partiti che lo hanno sfiduciato. Draghi non fa distinzioni ed è convinto che i partiti sapranno “ritrovare quella coesione nazionale” che ha caratterizzato il suo governo. Ma non ha mancato di sottolineare i principi cardine del suo governo e della sua linea politica. La collocazione dell’Italia sullo scenario internazionale “ancorata alla Nato, al G7 all’Unione europea e al Patto atlantico” a dispetto di chi sogna altro.

Mario Draghi
Mario Draghi

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Il premier rivendica le sue vittorie e consiglia a chi verrà dopo

Draghi ammonisce i sovranisti ricordando che “isolazionismo e protezionismo non coincidono con i nostri interessi. L’Italia non è mai stata forte quando ha deciso di fare da sola”. Il premier si esprime anche contro l’evasione fiscale ma propone una riforma delle regole di bilancio attuali considerando un debito buono. I suoi messaggi si concentrano anche su uno dei temi principali del dibattito politico. Ovvero l’energia per cui lo stesso premier si è battuto tanto affinché l’Italia riducesse la dipendenza dalla Russia, infatti ricorda che in autunno saremo autonomi dal gas russo.

Sempre in tema energetico Draghi dice che è necessario costruire i due rigassificatori programmati. Punto in agenda del Terzo Polo in continuità con quello che aveva iniziato questo governo. Inoltre ha ricordato una delle sue più grandi vittorie. Ha rivendicato “il maggiore calo del debito in rapporto al Pil in due anni dal Dopoguerra”. Il discorso del premier è stato accolto con un applauso lungo un minuto. Draghi ha ringraziato e consigliato a chi verrà dopo che “ci vorranno scelte rapide, decise, autorevoli, perché con l’autorevolezza si ottiene il rispetto”.

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ultimo aggiornamento: 25-08-2022


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