Il Premier Mario Draghi sarebbe intenzionato a non procedere con la proroga dello stato di emergenza.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi sono sarebbe intenzionato a procedere con la proroga dello stato di emergenza. Questo è quanto emerge a mezzo stampa all’inizio del mese di dicembre, quindi a poche settimane dalla scadenza dello stato di emergenza in essere, in vigore fino al 31 dicembre 2021.

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Coronavirus, la decisione di Draghi sulla proroga dello stato di emergenza

La doverosa premessa è cha la decisione definitiva sarà presa solo in prossimità della scadenza dello stato di emergenza. L’orientamento del premier sarebbe di non procedere con la proroga ma di organizzare un piano grazie al quale possa rimanere attiva la rete di monitoraggio, cura e prevenzione. Di fatto il Presidente del Consiglio è alla ricerca di una strategia che gli possa consentire di tenere alta l’asticella dell’attenzione e che gli consenta di intervenire in tempi brevi in caso di necessità. Il tutto in uno stato ordinario, e non in uno stato di emergenza.

Mario Draghi
Mario Draghi

I rischi legati alla revoca dello stato di emergenza

Se la proroga dello stato di emergenza, a due anni di distanza da quando è stato indetto, è una pratica complessa, far cadere lo stato di emergenza potrebbe essere ancora più difficile. Dallo stato di emergenza dipendono infatti una serie di norme come ad esempio l’obbligo di indossare la mascherina. Non solo. Dipendono dallo stato di emergenza anche misure legate al mondo del lavoro. E in tempi ordinari, almeno dal punto di vista teorico, non ci sarebbe spazio per il Generale Figliulo, che ricopre la carica di Commissario straordinario all’emergenza. Niente emergenza, niente commissario, almeno dal punto di vista teorico.

Francesco Paolo Figliuolo
Francesco Paolo Figliuolo

Le ipotesi al vaglio del governo

Dal punto di vista pratico il governo sta esplorando diverse vie che possano permettergli di tenere in mano le redini della situazione anche senza passare per la proroga dello stato di emergenza. Figliuolo potrebbe essere salvato con un cambio di ruolo e la gestione dell’epidemia potrebbe essere affidata alla Protezione Civile. C’è anche chi ipotizza che possa essere creata una sorta di task force a Palazzo Chigi.

Maggioranza divisa

Ma la maggioranza di governo è divisa. C’è chi infatti considera necessaria la proroga dello stato di emergenza anche per portare avanti senza intoppi la campagna di vaccinazione, arrivata ad un momento chiave, quello della somministrazione della terza dose del vaccino e della somministrazione del vaccino ai bambini tra i 5 e gli 11 anni, che inizia il 16 dicembre ma entrerà nel vivo solo a gennaio, evidentemente. E non è tutto. In Gran Bretagna si pensa già alla somministrazione della quarta e della quinta dose di vaccino. Va anche detto che la gestione della campagna di vaccinazione potrebbe passare da una gestione straordinaria ad una gestione ordinaria senza particolari intoppi o rallentamenti.

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ultimo aggiornamento: 06-12-2021


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