La sorella di Alessia Pifferi, shock: "Avrò sempre il senso di colpa"
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La sorella di Alessia Pifferi, shock: “Avrò sempre il senso di colpa”

ombra di neonata nel passeggino con la mamma

Il dramma della famiglia Pifferi e il profondo senso di colpa di Viviana, dopo la condanna all’ergastolo di sua sorella Alessia.

Viviana Pifferi, sorella di Alessia Pifferi, ha parlato ai microfoni di “Quarto Grado” fuori dall’aula di tribunale, dove la sorella è stata condannata all’ergastolo. La condanna è chiara: la donna ha lasciato morire di stenti la figlia Diana.

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Le parole di Viviana esprimono un profondo senso di colpa e rimorso per non aver capito in tempo la gravità della situazione. “Io avevo le chiavi di casa, capite cosa vuol dire?” ha dichiarato Viviana il giorno della condanna di Alessia.

Non si può non provare senso di colpa” ha ripetuto con dolore, spiegando come sua madre avesse tentato di contattare Alessia quella tragica mattina senza successo.

donna depressa vicina alla culla di un neonato

Il senso di colpa della sorella Viviana

Come riportato da Tgcom24.mediaset.it, Viviana ha continuato a spiegare il proprio tormento interiore: “Avrò sempre il senso di colpa perché sono mamma e non avrei mai lasciato una bambina nelle mani di una persona che non sapeva occuparsene.”

Durante il processo, sono emerse accuse e dichiarazioni scioccanti che hanno colpito duramente la famiglia Pifferi.

Il suo avvocato a un certo punto durante l’arringa ha detto: avrebbe potuto chiuderla in un sacchetto di plastica e buttarla via, nessuno se ne sarebbe mai accorto. Queste accuse (…) sono tutte ingiurie contro di noi“, ha raccontato.

Le parole dell’avvocato di Alessia Pifferi

In una recente intervista, l’avvocato di Alessia Pifferi ha ammesso di aver commesso un errore durante il processo: essere andata in televisione.

Tuttavia, ha precisato che il processo mediatico ha avuto anche dei lati positivi: “Sono stata comunque aiutata, perché le indagini difensive che io ho fatto mi hanno facilitata. Il lato negativo (…) C’è stato un interesse morboso verso questa donna.”

Infine, l’avvocato ha anche raccontato le condizioni della sua assistita dopo la condanna: “È stata male tutta la notte al punto di ricevere tantissime gocce. La sua compagna di cella avrebbe anche verificato che avesse perso i sensi.

Al rientro in carcere, Alessia è stata accolta da una psicologa per fornire il necessario supporto psicologico.

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ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2024 13:45

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