L’appello di due madri alla premier per avere i suoi stessi diritti di portare la propria figlia in viaggio a causa dei documenti.

Su Repubblica arriva l’appello di una coppia di due madri di una bambina, una biologica e l’altra no e non riconosciuta dalla legislazione italiana in quanto tale. La giornalista Rory Cappelli ed Eugenia Romanelli, la sua compagna, si rivolgono direttamente alla presidente del Consiglio, in quanto donna e in quanto madre. «Siamo due madri e vogliamo avere i tuoi stessi diritti» hanno scritto.

«Siamo una coppia di donne. Abbiamo avuto, insieme, una bambina. Una delle due, la madre non biologica, ha fatto ricorso al tribunale per adottarla. L’adozione, dopo una consulenza tecnica d’ufficio e peripezie varie, è stata riconosciuta», premettono. Però poi sollevano il problema relativo al viaggiare insieme alla figlia, prendendo spunto dalla possibilità che Giorgia Meloni ha avuto di andare al G20 di Bali insieme a sua figlia.

mamma figlia passeggiata parco
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La richiesta di riconoscimento sui documenti

Le due donne fanno presente che sul passaporto, come sulla carta d’identità, i moduli sono gli stessi e c’è scritto “madre” e “padre”. “E se ci rifiutassimo? Se ci rifiutassimo resteremmo senza documenti e senza possibilità di viaggiare, di andare, che so, a Bali con la baby sitter. Tra l’altro è tutto da vedere se questi documenti verranno emessi» dicono le due donne.

Il messaggio si conclude dicendo: «la nostra bambina, come ha scritto il giudice nella sentenza sul decreto del 31 gennaio 2019, ha diritto a una corretta rappresentazione della sua situazione familiare, come figlia (naturale e giuridica) di due donne, quindi di due “madri”, o comunque di due “genitori”. Intanto, scrivono “c’è chi può permettersi di scegliere tra maschile e femminile e di viaggiare oppure no, noi rischiamo di restare confinate in Italia».

Questo appello arriva all’indomani della vittoria in tribunale di due donne contro il decreto Salvini. Il Tribunale civile di Roma ha infatti aperto alla dicitura neutra di «genitore» sui documenti bocciando di fatto il decreto di Salvini (allora ministro dell’Interno) che imponeva l’uso di «padre» e «madre».

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ultimo aggiornamento: 17-11-2022


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