Nel deposito russo di Belgorod colpito dalle forze ucraine c’erano otto serbatoi di petrolio.

Secondo quanto riportano i media russi non ci sono morti ma due feriti. A colpire il deposito di petrolio nella regione di Belgorod, non distante dal confine ucraino sarebbero stati due elicotteri dell’esercito di Kiev. Se confermata la responsabilità ucraina si tratterebbe del primo raid aereo ucraino sul territorio russo dall’inizio dell’invasione.

A comunicarlo è stato il governatore della regione Vyacheslav Gladkov sul suo canale Telegram. “L’incendio al deposito di petrolio è avvenuto a seguito di un attacco aereo di due elicotteri delle forze armate ucraine, che sono entrati nel territorio della Russia a bassa quota. Non ci sono state vittime”.

sestrazione petrolio
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L’attacco che preoccupa anche l’Europa

Dall’attacco aereo sarebbero stati incendiati almeno otto serbatoi. Questo è quanto riportano le fonti locali. Secondo il ministero russo per le emergenze si tratta di un incendio di notevoli dimensioni, come mostrano anche le immagini di fonti internazionali. Infatti per spegnere il fuoco sono intervenuti ben 170 vigili del fuoco con circa 50 mezzi. Le immagini mostrano anche alte colonne di fumo che si levano dal vasto incendio. Per questo motivo, gli abitanti vicino al deposito di petrolio sono stati sgomberati per evitare soffocamenti.

Ad andare in fiamme circa duemila metri cubi di petrolio. Non è ancora confermata però la responsabilità dell’Ucraina di questo incendio. Che la responsabilità sia ucraina o meno è una notizia preoccupante anche per l’Europa. Si temono ulteriori attacchi a depositi di petrolio di cui la Russia è uno dei maggiori esportatori. Gli effetti sull’economia europea potrebbero essere molto gravi prima che si renda indipendente dal gas e dal petrolio russo. Ma una prospettiva preoccupante sarà anche per l’economia russa stessa che senza vendere energia all’Europa sarebbe ad un passo dalla recessione.

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ultimo aggiornamento: 01-04-2022


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