Quantcast
Elvino Gargiulo: chi era il mostro del Quadraro
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Elvino Gargiulo: chi era il mostro del Quadraro dietro una delle storie più feroci della cronaca romana

scena del crimine

Elvino Gargiulo è il nome legato a uno dei casi più duri della cronaca romana: i delitti di Luigina Giumento e Valentina Paladini e l’omicidio di Luca Amorese, il cui corpo non è mai stato ritrovato.

Ci sono casi che restano impressi non solo per la violenza, ma per il degrado umano che emerge poco alla volta dalle indagini. Quello di Elvino Gargiulo è uno di questi casi. A Roma il suo nome è rimasto legato al soprannome di “mostro del Quadraro”, dopo una vicenda che travolse il quartiere a metà anni Novanta e che mise insieme scomparse, abusi, omicidi e resti umani trovati in un giardino.

Nato nel 1925 in provincia di Napoli e trasferitosi poi nella Capitale, Gargiulo faceva il rigattiere in via Demetriade, nel Quadraro, e per anni si mosse in un contesto di miseria, violenza e sopraffazione che sarebbe poi esploso in tutta la sua brutalità.

Elvino Gargiulo: la baracca degli orrori e i delitti di Luigina e Valentina

Il nome di Elvino Gargiulo emerse con forza nelle indagini quando si tornò a scavare sulla scomparsa di Luigina Giumento, 56 anni, e della nipote Valentina Paladini, di appena 10 anni, sparite nel 1991. Le indagini portarono fino alla sua abitazione-baracca del Quadraro, dove vennero trovati resti ossei umani carbonizzati.

scena del crimine in un terreno fangoso con segnalini di prove
scena del crimine – newsmondo.it

Fu uno dei passaggi più sconvolgenti del caso, perché rese concreta l’ipotesi che non si fosse davanti a semplici allontanamenti, ma a un duplice omicidio seguito dall’occultamento dei corpi. Nel processo, sia Elvino sia il figlio Mario Gargiulo vennero ritenuti responsabili della morte di nonna e nipote: nel 1997 arrivò la condanna in primo grado, con 24 anni per Elvino e 16 per Mario.

A rendere la vicenda ancora più cupa fu proprio il contesto familiare emerso attorno a Gargiulo. Le ricostruzioni parlano di anni segnati da abusi sessuali, violenze domestiche e sopraffazioni gravissime anche dentro la sua stessa famiglia. Per questo il caso del Quadraro non è rimasto soltanto quello di un duplice delitto, ma il ritratto di un uomo che, secondo quanto emerso nei processi e nelle ricostruzioni successive, aveva costruito intorno a sé un mondo di paura e ricatti.

Il caso Luca Amorese e la condanna per un corpo mai ritrovato

Il nome di Elvino Gargiulo è però rimasto legato soprattutto anche alla scomparsa di Luca Amorese, il ragazzo di 14 anni sparito il 13 novembre 1994. Luca, promessa del calcio del quartiere, uscì di casa in motorino e non tornò più. I carabinieri arrivarono presto a Gargiulo: nella sua disponibilità fu trovata la Vespa del ragazzo, parzialmente smontata.

Nei giorni successivi arrivò anche una lettera indirizzata alla madre di Luca, scritta con parole rassicuranti, ma gli investigatori maturarono il sospetto che dietro quella messinscena ci fosse proprio il rigattiere del Quadraro. Il corpo del ragazzo non è mai stato ritrovato.

Sul piano giudiziario il caso ebbe un percorso complesso. In un primo momento Gargiulo venne condannato per violenze sessuali su minori ma assolto dall’accusa di sequestro legata a Luca.

Poi, in appello, il quadro cambiò: il 20 dicembre 2000 Elvino Gargiulo venne riconosciuto colpevole dell’omicidio di Luca Amorese e condannato a 22 anni di carcere. Morì detenuto nel 2005. Ed è proprio questo che rende ancora oggi il suo nome così pesante nella cronaca nera romana: non solo i delitti accertati di Luigina e Valentina, ma anche la condanna per l’uccisione di un ragazzo il cui corpo non è mai stato trovato, dentro una delle storie più feroci e disturbanti mai emerse al Quadraro.

Leggi anche
Alvise di Robilant: il conte ucciso a Palazzo Rucellai in un delitto ancora senza colpevole

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2026 9:43

Alvise di Robilant: il conte ucciso a Palazzo Rucellai in un delitto ancora senza colpevole

nl pixel