La nuova emergenza sono i casi di Long Covid: lo sostiene un gruppo di esperti in uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine.

La nuova emergenza è e sarà il Long Covid: non hanno dubbi gli esperti degli Stati Uniti secondo cui nel Paese si contano già più di 10 milioni di casi legati allo sviluppo della malattia, dei suoi strascichi.

Emergenza Long Covid

I dati sono quelli dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e l’allarme arriva dagli autori di uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine. Nello studio si legge che i pazienti Long Covid dovranno affrontare un percorso complicato. Insomma, il peggio potrebbe non essere definitivamente alle spalle per questi pazienti che presentano un quadro clinico particolarmente complesso e non semplice da gestire.

“Le possibili manifestazioni del Long-COVID, possono essere suddivise in due categorie: manifestazioni generali e manifestazioni organo-specifiche. Tra le prime vengono rilevate: fatica persistente/astenia, stanchezza eccessiva, febbre, debolezza muscolare, dolori diffusi, mialgie, artralgie, peggioramento dello stato di salute percepito, anoressia, riduzione dell’appetito, sarcopenia. Tra le seconde: problemi polmonari come dispnea, affanno e tosse persistente. Tra gli altri sintomi sono descritti anche disturbi cardiovascolari, neurologici, gastrointestinali, psichiatrici”, si legge sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

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I “sintomi” del Long Covid

Il Long Covid consiste in una serie di sintomi che si manifestano dopo la guarigione, intesa come la negativizzazione. Fatica, astenia, febbre e mialgie sono alcuni dei sintomi del Long Covid, forse quelli più evidenti. Ci sono poi i sintomi più difficili da associare, come ad esempio la difficoltà a rimanere concentrati, un senso di depressione o ansia.

Le difficoltà nella diagnosi dei casi

Una delle difficoltà principali è legata al fatto che il Long Covid non è immediatamente diagnosticabile. Non ci sono sintomi chiari come ad esempio la perdita del gusto e dell’olfatto. E non ci sono tamponi o test rapidi che possano dare una risposta. I ricercatori dello studio lamentano anche una scarsa attenzione da parte delle autorità sanitarie. Nel corso di questi mesi si sarebbe dovuto fare di più, a partire dalla ricerca. Invece ad oggi le informazioni a disposizione sono sostanzialmente pari a zero. Sappiamo pochissimo sul Long Covid, non sappiamo esattamente chi colpisca e perché e quali aree colpisca.

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ultimo aggiornamento: 04-07-2021


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