La relazione dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze sottolinea un fenomeno molto preoccupante.

Le sostanze stupefacenti sono da sempre parte dell’umanità. Il loro uso è testimoniato fin dall’antichità e in una varietà di culture: dai riti sciamanici con l’ayahuasca, all’uso dell’hashish (il cosiddetto “fumo”) e dell’oppio in Europa dal XIX secolo, le droghe fanno parte della nostra società. Per quanto considerate spesso un tabù, l’ultima relazione dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emccda) fa luce sui dati attuali legati alla produzione e al consumo di stupefacenti in Europa.

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I consumatori

Nell’Unione europea, 83,4 milioni di adulti tra i 15 e i 64 anni avrebbero fatto uso di stupefacenti nella loro vita. Per l’Emccda, bisogna tenere a mente che “la maggior parte di persone con problemi di droga utilizzi” un mix di sostanze. Questo fenomeno crea “una notevole maggiore complessità nei modelli di consumo di stupefacenti”, che ormai sono un mix di “medicinali, nuove sostanze psicoattive non controllate e sostanze quali ketamina e Gbl/Ghb ora associate a problemi di droga in alcuni Paesi o tra alcuni gruppi”

Le dipendenze sono un problema significativo. Specialmente per quanto riguarda le droghe “pesanti” come il crack: “Le tendenze a lungo termine – stando a quanto si legge nella relazione – indicano che nel 2020, secondo le stime, 7mila consumatori si sono sottoposti a trattamento della tossicodipendenza per problemi di crack in Europa, triplicando il numero segnalato nel 2016″. Inoltre, “Belgio, Irlanda, Spagna, Francia, Italia e Portogallo hanno segnalato tutti aumenti significativi”.

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I laboratori

Stando all’Osservatorio, “anche l’Unione europea è diventata un produttore significativo di alcune droghe, sia per il consumo interno sia per il mercato globale”. Questo è indicato “dallo smantellamento di oltre 350 strutture di produzione della droga nell’Unione europea nel 2020. Sembra che la globalizzazione stia guidando alcuni di questi cambiamenti, con particolare preoccupazione per la maggiore interazione che sembra attualmente esistere tra gruppi criminali internazionali ed europei. Ne è un preoccupante esempio la recente osservazione secondo cui i gruppi criminali messicani hanno iniziato a occuparsi della produzione di droghe sintetiche nell’Unione europea.

Nel dettaglio, i centri di produzione degli stupefacenti indicati si trovano tra il Belgio e l’Olanda. “Storicamente, la produzione di metanfetamina in Europa è stata caratterizzata da laboratori domestici locali su piccola scala che utilizzano precursori chimici estratti dai medicinali – questo è quanto riportato dall’Osservatorio – Negli ultimi anni, tuttavia, nei Paesi Bassi e in Belgio sono stati individuati siti su larga scala che utilizzano un metodo di produzione diverso; questa zona è importante anche per la produzione di anfetamina e MDMA con processi simili”.

Prosegue:” In questo settore, è stata segnalata anche una certa collaborazione tra criminali europei e messicani nella produzione di grandi quantità di metanfetamina, utilizzando nuovi processi di produzione, legata a laboratori illeciti di medie e grandi dimensioni. Ciò solleva preoccupazioni in merito al fatto che l’Europa svolga ora un ruolo più significativo nell’offerta globale, con la produzione di metanfetamina per l’esportazione verso mercati altamente redditizi in Paesi non europei”

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ultimo aggiornamento: 14-06-2022


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