F1, Ferrari e il progetto 676: innovazione nella dinamica del veicolo
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Direttore: Alessandro Plateroti

F1, Ferrari e il progetto 676: innovazione nella dinamica del veicolo

F1, Ferrari e il progetto 676: innovazione nella dinamica del veicolo

Il rinnovamento della Ferrari SF-23: nuove strategie per migliorare prestazioni e affidabilità, nuova vettura per i piloti F1.

La Scuderia Ferrari F1 non ha mai smesso di affrontare una sfida cruciale: la gestione ottimale delle gomme. Un problema che sembra persistere anno dopo anno, indipendentemente dalla competitività delle sue monoposto. L’ultima gara in Medio Oriente ha ribadito questa difficoltà: i piloti Ferrari sono stati costantemente sollecitati a non stressare eccessivamente le coperture, sia in trazione che in curva. Anche se Charles Leclerc ha mostrato un ritmo promettente, la necessità di preservare le gomme è stata evidente, in netto contrasto con i concorrenti come Max Verstappen che sembrava gestire le coperture con maggiore libertà.

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La dinamica del veicolo e le modifiche cruciali

La Ferrari SF-23, nonostante abbia dimostrato eccellenti prestazioni in termini di grip longitudinale e trazione, ha evidenziato alcune carenze significative. La vettura ha mostrato una mancanza di carico aerodinamico nelle curve veloci, e la configurazione della frenata ha creato difficoltà. Le sospensioni posteriori, simili a quelle della Red Bull, hanno offerto un grip meccanico superiore, mentre quelle anteriori hanno complicato la gestione dinamica della monoposto. In particolare, il recupero di camber inferiore della SF-23 rispetto ai concorrenti ha reso la gestione della mescola più complessa e limitato l’interazione aero-meccanica.

La necessità di un cambio di direzione nel Progetto 676

Per superare questi ostacoli, secondo fonti vicine alla Scuderia, il progetto 676 punta a focalizzarsi principalmente sulla gestione degli pneumatici. L’arrivo di nuovi ingegneri specializzati, non influenzati dai passati insuccessi, mira a iniettare una dose di “fiducia tecnica” e a portare un approccio più concreto e fattuale al problema. Questo cambiamento metodologico dovrebbe permettere alla Ferrari di utilizzare altezze di assetto ridotte, che a loro volta aumentano il carico aerodinamico e migliorano la spinta verticale, essenziale per una migliore gestione delle gomme durante le gare.

Nonostante le difficoltà incontrate, la Ferrari sembra pronta a rinnovarsi con un approccio più mirato e scientifico, affrontando direttamente i problemi legati alla gestione delle gomme. Il progetto 676, con il suo focus sulla dinamica del veicolo e l’ingresso di nuove competenze, potrebbe segnare l’inizio di una nuova era di successi per la storica Scuderia.

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ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2023 19:46

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