Sembra ormai deciso: la famiglia Ciatti farà ricorso contro la sentenza spagnola. I genitori di Niccolò appaiono irremovibili.

Si torna a parlare dell’omicidio Ciatti. La famiglia di Niccolò, il 22enne ucciso in una discoteca di LIoret de Mar, nell’agosto del 2017, ha deciso di fare ricorso contro la sentenza emessa dai giudici spagnoli, decisi a condannare il ceceno Rassoul Bissoultanov a soli 15 anni, per omicidio volontario.

Ad annunciarlo è stato il legale della famiglia, Agnese Usai, durante il processo a Roma: “Faremo appello contro la sentenza di condanna spagnola. Le motivazioni non ci convincono. Faremo istanza al Tribunal superior de Justicia de Catalunya”.

In aula, sarebbe intervenuta anche Cinzia Azzolini, madre di Niccolò: “Era un bravo ragazzo, amorevole, educato, la mattina si alzava presto e prima di andare a lavoro mi dava sempre un bacio e mi abbracciava. Niccolò non mi dava mai problemi. Arrivava molto stanco da lavoro e dormiva nel pomeriggio. Faceva di tutto per crearsi un futuro. Voleva comprare una casa. A settembre, di ritorno dalla Spagna, l’avrebbe fatto. Risparmiava, non aveva tante esigenze. Era educato, rispettoso. Anche con le persone. Tutti lo ricordano con il sorriso”.

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Luigi Ciatti, padre di Niccolò, ha ricordato la notte della scomparsa del figlio: “Quando siamo entrati nella sala della terapia intensiva dell’ospedale di Girona, mio figlio era attaccato alle macchine e completamente immobile, sembrava dormisse. Lo abbiamo tenuto abbracciato dalla sera fino al giorno dopo. I medici ci dissero che non si poteva operare perché aveva avuto un’emorragia cerebrale gravissima. La nostra vita si è fermata lì, insieme a quella di Niccolò”.

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ultimo aggiornamento: 08-07-2022


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