I patron di Made in Sud risultano indagati per un giro di fatture false. Le indagini degli inquirenti sui presunti reati fiscali.

I patron del fortunato programma Made in Sud risultano indagati per un giro di fatture false. Sarebbero venti le persone nel registro degli indagati nell’indagine su una serie di presunti reati fiscali.

Fatture false, indagati i patron di Made in Sud

Nella giornata del 6 ottobre le autorità hanno proceduto con perquisizioni nei confronti di otto soggetti tra i quali i patron della trasmissione televisiva Made in Sud. L’operazione sarebbe collegata ad un’altra operazione, condotta dalla Guardia di Finanza lo scorso 5 marzo. L’operazione in questione era scattata per fare luce su attività sospette di società cartiere, sfruttata per l’emissione di fatture per operazioni talvolta inesistenti.

Sono venti, stando a quanto riferito da Sky TG24, le persone inserite nel registro degli indagati per il caso delle false fatture. Le indagini sono state disposte per fare luce su una seria di presunti reati fiscali che sarebbero stati commessi tra il 2015 e il 2019.

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

Le ipotesi degli inquirenti

Stando alle ipotesi degli inquirenti, i soggetti, emettendo fatture false, si sarebbero procurati i soldi con i quali avrebbero poi rilevato le quote della Srl Teatro Cilea. Si tratta della Società che si occupa proprio della gestione di Made in Sud.

Risulta coinvolto nelle indagini anche un socio di minoranza della società Alma che, come riferito dall’Ansa, sarebbe coinvolto in una maxi evasione fiscale e sarebbe già condannato in primo grado per reati tributari.

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ultimo aggiornamento: 06-10-2020


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