Fca, il confronto tra Manley e Marchionne: due dirigenti diversi per un mondo, quello del mercato dell’auto, in continuo mutamento.

Di norma non c’è nulla si meno costruttivo dei paragoni. ma quando prendi il posto di un manager come Marchionne e guidi una realtà come Fca il confronto è scontato. Quasi doveroso nel suo meccanismo a tratti malsano. E Manley ha questa sfortuna.

Il confronto tra Manley e Marchionne

Assunta la guida di Fca in seguito alla dipartita di Marchionne, Manley ha voluto proseguire per la via delle alleanze e delle fusioni. Il caso Nissan occupa da settimane le pagine dei quotidiani specializzati ed è il chiaro segno della strategia del gruppo americano: far fronte alle nuove insidie e alla concorrenza crescente ampliando i propri orizzonti.

Va detto che Manley si ritrova a guidare un grande gruppo in un momento particolarmente delicato per il mercato dell’automobile. Le vendite hanno fatto registrare un calo in tutto il mercato europeo e l’elettrico (e l’ibrdi) rappresenta una sfida difficile da affrontare. Anche per questo motivo soffermarsi confronto numerico tra Manley e Marchionne è quantomeno miope. Insomma, difficilmente i freddi numeri dicono sempre la verità.

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Fca
Fonte foto: https://www.facebook.com/FCAFiatChryslerAutomobiles

L’ufficio

Una delle differenze tra i due manager è rappresentata dal luogo di lavoro. Se Marchionne aveva trasferito il cuore dell’azienda al banana wing, come è chiamata l’ala dell’ufficio dai dipendenti, Manley ha traslocato nuovamente ai piani alti dell’edificio. Una decisione, quella del neo numero uno di Fca che divide gli addetti ai lavori. Sergio Marchionne viveva a pieno la sua azienda, era a stretto contatto con gli ingegneri. Una strategia che ha i suoi vantaggi e i suoi limiti.

Le perplessità sulla figura di Manley

Va detto che l’era Manley non è iniziata nel migliore dei modi. Il prescelto degli Elkann veniva dall’esperienza del mercato cinese, dove il gruppo aveva fatto registrare un calo considerevole. Nonostante tutto non se l’era cavata male.

È sicuramente presto per dire se la scelta sia stata appropriata, indovinata, giusta per l’azienda. E probabilmente un vero e proprio confronto tra Manley e Sergio Marchionne non sarà mai possibile alla luce dei grandi cambiamenti del mondo delle automobili.


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