200 i dipendenti preoccupati di rimanere senza lavoro a fine mese: l’azienda Flextronics vuole chiudere i battenti.

Si tratta dell’azienda Flextronics di Trieste. L’azienda in questione, ha intenzione di chiudere baracca e burattini mandando a casa ben 200 dipendenti diretti ed altri 80 in somministrazione.

Lo ha raccontato Sharon, una delle dipendenti a rischio licenziatura a Today: “È successo tutto senza preavviso. Non sappiamo quando ci lasceranno a casa, ma sarà a breve”. I sindacati: “Esuberi inaccettabili, serve un intervento deciso del Governo”.

La Flextronics di Trieste nel 12 maggio 2021 ha dichiarato di voler chiudere i contratti di 280 lavoratori dell’azienda su un totale di 560 dipendenti. Un incubo per tutte quelle persone che da anni hanno lavorato per l’azienda.

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Il dramma improvviso dei licenziamenti

Le dichiarazioni di Sharon Virgini, una delle dipendenti che rischia di perdere il posto di lavoro: “Quando ci è arrivata la notizia è stata una tragedia. Soprattutto per noi che abbiamo il contratto in staff leasing, che prevede un’assunzione a tempo indeterminato presso l’agenzia interinale. Ma che di fatto ci espone ad ogni decisione dell’azienda per cui lavoriamo. Nella Flex l’anzianità minima dei somministrati è di 8 anni, ma c’è chi sta qui dentro dal 2010, ancora con lo stesso contratto. Non solo, essendo assunti con l’agenzia, l’azienda può lasciarci a casa quando vuole e siamo costretti ad aspettare sei mesi con un sussidio di circa 800 euro lordi mensili, meno del reddito di cittadinanza, senza neanche la possibilità di accedere subito alla liquidazione”. Un dramma che riguarda decine di famiglie, tra mutui da pagare e figli da mantenere: “Nel 2019 sono riuscita ad ottenere un mutuo grazie ad un fondo di garanzia – spiega Sharon – ma quello che percepirò nei prossimi mesi servirà a malapena per la rata, non credo che riuscirò a pagare tutte le bollette. E in azienda ci sono molti casi drammatici, giovani coppie che lavorano in azienda e che si ritrovano entrambi senza lavoro, famiglie che hanno mutui e spese da sostenere”.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 19-05-2022


RePowerEU, il piano dell’Unione europea per l’indipendenza dal gas russo

Il “Made in Italy” resta in Russia nonostante le sanzioni