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Frank Morris e i fratelli Anglin: l'incredibile fuga da Alcatraz
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Frank Morris e i fratelli Anglin: l’incredibile fuga da Alcatraz

torre del carcere

La fuga di Frank Morris e dei fratelli John e Clarence Anglin da Alcatraz, l’11 giugno 1962, è ancora oggi uno dei più grandi misteri della cronaca americana.

Ci sono evasioni che si chiudono con una cattura, e altre che diventano leggenda. Quella di Frank Morris e dei fratelli John e Clarence Anglin appartiene alla seconda categoria. La notte dell’11 giugno 1962, i tre detenuti riuscirono a sparire da Alcatraz, il carcere più famoso e temuto degli Stati Uniti, lasciandosi dietro una scena che sembrava uscita da un film. Da allora il loro nome è rimasto legato a uno dei più grandi misteri della cronaca americana, perché nessuno ha mai stabilito con certezza se siano morti nella baia o se siano davvero riusciti a fuggire.

Frank Morris era considerato il più intelligente del gruppo e, secondo la ricostruzione dell’FBI, fu lui a guidare il piano. I tre erano detenuti in celle vicine e per mesi prepararono l’evasione in silenzio, lavorando dietro le griglie di aerazione e usando strumenti artigianali costruiti con materiali recuperati dentro il carcere. Ad aiutarli c’era anche un quarto detenuto, Allen West, che però non riuscì a uscire in tempo e rimase indietro. Fu proprio il suo racconto a permettere agli investigatori di ricostruire gran parte del piano.

Filo spinato a spirale installato sulla sommità del muro di cinta di un carcere.
Filo spinato che sovrasta le alte mura di una prigione. – newsmondo.it

Come avvenne la fuga da Alcatraz e il trucco delle teste finte

Il dettaglio più famoso della fuga è quello delle teste finte lasciate sui letti per ingannare le guardie durante i controlli notturni. Erano state realizzate con gesso, pittura color carne e capelli veri, abbastanza credibili da far pensare per ore che i detenuti stessero dormendo.

Intanto, dietro le celle, Morris e gli Anglin avevano già aperto un passaggio attraverso le prese d’aria e raggiunto un corridoio tecnico non sorvegliato. Da lì salirono sul tetto, scesero verso il lato nord-est dell’isola e raggiunsero la riva.

Per lasciare Alcatraz avevano preparato anche una zattera artigianale e dei giubbotti di salvataggio ricavati da oltre cinquanta impermeabili. Avevano costruito dei remi di legno e adattato uno strumento musicale per gonfiare il gommone.

Secondo l’FBI, i tre si allontanarono nella notte dopo essersi calati dal tetto e aver superato le recinzioni. Quando il mattino dopo scattò il controllo nelle celle, di loro non c’era già più traccia. Fu l’inizio del mito della fuga impossibile.

Che fine fecero Frank Morris e i fratelli Anglin

Ed è proprio qui che comincia il vero mistero. Nelle ore e nei giorni successivi furono trovati in acqua alcuni oggetti collegati al piano di fuga, tra cui pezzi di pagaia, resti in gomma e un giubbotto salvagente artigianale.

Secondo la conclusione ufficiale dell’FBI, maturata dopo una lunga indagine chiusa nel 1979, Morris e i fratelli Anglin sarebbero probabilmente annegati nelle acque gelide della baia di San Francisco, senza mai raggiungere la terraferma. I loro corpi, però, non furono mai ritrovati.

Nonostante questa conclusione, il caso non è mai morto davvero. L’U.S. Marshals Service mantiene ancora aperto il fascicolo e continua a considerare i tre uomini formalmente ricercati. Negli anni sono emerse segnalazioni, lettere e perfino fotografie che avrebbero dovuto dimostrare la loro sopravvivenza, ma nessuna prova è mai stata considerata definitiva.

È anche per questo che la fuga da Alcatraz continua ancora oggi a far parlare: perché un carcere considerato inespugnabile venne violato davvero, ma il punto più importante resta senza risposta da più di sessant’anni.

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ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2026 10:44

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