L’addio al grande Sandro Mazzola ai funerali: la cerimonia per il campione dell’Inter e della Nazionale nella basilica di Sant’Ambrogio.
La morte di Sandro Mazzola ha lasciato un buco enorme nel mondo del calcio e non solo. Oggi è stato il giorno dell’addio e dell’ultimo saluto al campione dell’Inter e della Nazionale italiana con i funerali nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano dove lacrime e commozione hanno, inevitabilmente, preso il sopravvento nella memoria del grande ex calciatore.

Funerali Sandro Mazzola: la commozione dei presenti
“Sandro Mazzola ha reso onore a Milano e ne ha accresciuto il prestigio”. Sono state queste le parole di monsignor Carlo Faccendini durante l’omelia per il compianto ex calciatore. “Questa celebrazione è un modo per dire grazie a lui, ma anche un’occasione per i milanesi di riconoscersi nello stile e nei valori di Sandro”. Lo stesso Faccendini ha ricordato la dimensione pubblica di Mazzola, ma anche il suo legame con la famiglia e la fede.
Tra i presenti alla cerimonia, in prima fila, anche Massimo Moratti con il figlio Angelo Mario. Presente anche Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto, e Leo Picchi. Non sono mancati i gonfaloni della Figc, della Lega Serie A, del Torino, del Milan, della Regione Lombardia e del Comune di Milano.
Il grande applauso d’addio
Un lunghissimo applauso con cori “Sandro, Sandro” e fumogeni nerazzurri ha accompagnato l’uscita del feretro al termine della cerimonia funebre. Questo è stato sicuramente uno dei momenti più forti e toccanti del pomeriggio. “È stata una persona importante per me, ha spinto per il mio esordio con Bersellini ed è stato quello che mi ha fatto il mio primo contratto e ha seguito tutto il mio percorso. Ma quello che mi piace sempre sottolineare di Sandro è che non era mai stata una persona divisiva, nonostante fosse una leggenda dell’Inter. È stato veramente un grande campione. Sono quei campioni che non rappresentano una bandiera, ma sono campioni di tutti”, ha raccontato Beppe Bergomi su Mazzola.
In rappresentanza dell’Inter anche il presidente Marotta: “Sandro ci ha lasciato tre lezioni. La lealtà alla maglia. Il coraggio di trasformare il dolore in forza. L’umiltà di non sentirsi mai un campione, pur essendolo”, ha detto come riportato da La Gazzetta dello Sport.