L’editore di La7 Urbano Cairo ha fornito alcuni dettagli in merito all’addio di Enrico Mentana ormai annunciato.
L’addio di Enrico Mentana al TgLa7 è ormai all’orizzonte, ma sul futuro della direzione della testata televisiva non ci sono ancora certezze. A confermarlo è stato Urbano Cairo, patron di La7, intervenuto alla trasmissione ‘Un giorno da pecora’ su Radio 1, dove ha commentato l’annuncio del giornalista e le prospettive della rete.

Urbano Cairo e l’autonomia di Enrico Mentana negli anni
Cairo ha spiegato di aver sempre lasciato ampia autonomia a Mentana, con il quale esiste anche un rapporto di amicizia personale. “In questi anni mi sembra di avergli lasciato libertà assoluta”, ha dichiarato, aggiungendo di rispettare la sua decisione dopo tanti anni alla guida del telegiornale. L’imprenditore ha quindi escluso l’intenzione di interferire nella scelta del direttore, preferendo assecondarne le volontà.
Sull’eventuale nuova destinazione di Mentana, indicata da alcune indiscrezioni in Sky, Cairo ha preferito non esprimersi: “Non voglio entrare, vediamo”. Ha invece chiarito che il nome del prossimo direttore del TgLa7 non è stato ancora individuato. “Abbiamo due mesi davanti, adesso vediamo. Ho letto tanti nomi, ma decideremo nelle prossime settimane”, ha spiegato.
L’imprenditore ha anche precisato che, se avesse già scelto il successore, lo avrebbe comunicato pubblicamente. Considerando che Mentana ha indicato nel 23 dicembre il suo ultimo giorno alla testata, ci sarebbe già la possibilità di annunciare il nuovo responsabile, ma al momento non è stata presa alcuna decisione.
Il rapporto personale e l’identità di La7
Cairo ha poi espresso dispiacere per la separazione professionale, ricordando il rapporto personale con il giornalista: “Siamo amici ed è una persona piacevole con cui è bello anche andare a cena”. Tuttavia, ha aggiunto, dopo molti anni può arrivare il momento in cui percorsi professionali differenti prendono direzioni diverse.
Infine, ha risposto alle parole di Mentana su una La7 schierata contro il governo Meloni. “Io non sono contro nessuno, lascio libertà di espressione”, ha affermato. Cairo ha ricordato che, quando il giornalista arrivò nell’emittente, erano presenti firme come Gad Lerner e Michele Santoro, oggi non più nella rete. Secondo il patron, la La7 di allora era più orientata a sinistra rispetto a quella attuale, dove lavorano giornalisti meno schierati.