Eric Mamer, portavoce capo della Commissione europea, ha riaffermato la necessità di pagare il gas russo nelle valute concordate.

Il gas russo è uno degli argomenti più dibattuti, nell’ambito della guerra in Ucraina. Vladimir Putin ha dichiarato che l’Europa è dipendente dal petrolio proveniente da Mosca, eppure l’Ue è disposta a pagare un prezzo altissimo, pur di sanzionare ulteriormente la Russia. Mosca, però, avendo l’Ue annunciato un possibile embargo al gas russo, ha deciso di reagire, dichiarando che le forniture di gas provenienti dalla Russia devono essere pagate in rubli. L’Unione, però, non ci sta. Queste le parole di Eric Mamer, portavoce capo della Commissione europea, in merito all’argomento.

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Le dichiarazioni di Mamer

In merito al pagamento del gas russo, Mamer ha dichiarato quanto segue. “Abbiamo un quadro regolatorio in vigore. Qualsiasi cosa che vada oltre l’apertura di un conto presso Gazprom Bank nella valuta prevista dal contratto va oltre le sanzioni europee contro la Russia. Queste le parole del portavoce capo della Commissione Europea, Eric Mamer. Le compagnie devono pagare le consegne nella valuta prevista dal contratto. Ogni cosa che vada oltre questo è una violazione delle sanzioni”, ha aggiunto Mamer, secondo cui le imprese “possono andare fino all’apertura di un conto presso Gazprombank” nella valuta concordata precedentemente nel contratto, “fare il versamento e dichiarare che il pagamento si considera concluso in quel momento”.

impianto petrolio
Impianto petrolio

Il rispetto delle sanzioni contro Mosca “spetta agli Stati membri”, a detta di Mamer. Da ciò, gli Stati membri devono far rispettare una decisione “che ha forza di legge nell’Unione Europea. E se gli Stati membri non lo fanno, allora, come abbiamo già detto, si applica il quadro generale delle procedure di infrazione, che può essere messo in atto dalla Commissione Europea”.

Stando a Mamer, “tutto quello che va al di là di aprire un conto nella valuta prevista dal contratto, fare un pagamento in quella valuta e fare una dichiarazione in cui si dice che il pagamento in quella valuta chiude il pagamento per la fornitura di gas in questione, viola le sanzioni. È tutto quello che possiamo dire su questa materia: le nostre posizioni non sono cambiate per nulla in queste ultime settimane”. L’apertura di un conto in rubli presso Gazprom Bank, come ha fatto Eni, “va al di là di quello che abbiamo detto che è consentito dal quadro” delle sanzioni, ha concluso il portavoce capo della Commissione europea.

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ultimo aggiornamento: 17-05-2022


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