Il 23 settembre 1985 Giancarlo Siani veniva barbaramente assassinato a Napoli. A ordinarne l’uccisione il clan Nuvoletta.

Aveva da pochi giorni compiuto 26 anni. Giancarlo Siani, giovane redattore de Il Mattino, era appena giunto sotto casa quel 23 settembre 1985, a bordo della sua Citroën Méhari.

23 settembre 1985, l’agguato

Il giornalista non fece neanche a tempo a scendere dalla vettura quando gli assassini lo crivellarono di proiettili con due pistole Beretta 7.65mm. Siani morì praticamente sul colpo, poco prima delle 21, a pochi passi da piazza Leonardo, nel quartiere napoletano dell’Arenella.

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Lo scoop sulla Camorra

Già dalla corrispondenza di Torre Annunziata si era occupato di Camorra. L’attività giornalistica di Giancarlo Siani era focalizzata sul clan Gionta. Fu così che pubblicò un articolo nel quale accusò il clan Nuvoletta, alleato dei Corleonesi di Totò Riina, e il clan Bardellino, esponenti della “Nuova Famiglia”, di voler spodestare e vendere alla polizia il boss Valentino Gionta, divenuto pericoloso, scomodo e prepotente, per porre fine alla guerra tra famiglie. Il capo del clan di Torre Annunziata, in effetti, venne arrestato grazie a una soffiata ai carabinieri.

La sorte di Giancarlo Siani

Quell’articolo mise in cattiva luce il clan Nuvoletta, che rischiava di passare agli occhi degli altri boss e di Cosa Nostra (a cui era affiliato), come “infami”. Per Giancarlo Siani fu praticamente la condanna a morte.
Il 15 aprile del 1997 la seconda sezione della corte d’assise di Napoli condannò all’ergastolo i mandanti dell’omicidio (i fratelli Lorenzo e Angelo Nuvoletta, e Luigi Baccante) e i suoi esecutori materiali (Ciro Cappuccio e Armando Del Core).

ultimo aggiornamento: 23-09-2021


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