Gianluca Vacchi nei guai: cosa succede con il "disegno di legge Ferragni"
Vai al contenuto

Direttore: Alessandro Plateroti

Gianluca Vacchi nei guai: cosa succede con il “disegno di legge Ferragni”

Gianluca Vacchi

Come l’Italia e l’Europa stanno inasprendo le regole fiscali per gli influencer, tra normative e obblighi rischia anche Vacchi.

Nell’universo digitale, la figura dell’influencer ha acquisito una rilevanza economica incontestabile, spingendo le autorità fiscali italiane ed europee a stringere le maglie sul monitoraggio delle entrate generate online, dove rischia anche una figura come quella di Gianluca Vacchi. La collaborazione tra la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate segna una svolta decisiva nella lotta all’evasione fiscale, con un occhio di riguardo verso i creator, tra cui spiccano nomi come Gianluca Vacchi e Luis Sal. Questo stretto monitoraggio fa seguito al celebre “caso Ferragni”, ponendo le basi per un approccio più rigoroso nei confronti dei profitti generati sul web.

Bonus 2024: tutte le agevolazioni

Gianluca Vacchi
Gianluca Vacchi

I segnali del cambiamento

La finanza e l’agenzia delle entrate, armate di un nuovo memorandum, non si limitano più a confrontare dichiarazioni fiscali e tenore di vita: il numero di seguaci diventa un indicatore chiave per valutare le potenziali entrate. Questa mossa evidenzia la crescente consapevolezza dei cambiamenti portati dall’economia digitale, dove piattaforme come OnlyFans permettono di monetizzare contenuti in modi prima inimmaginabili.

La creazione di contenuti online, da quelli più innocui ai più osé, implica responsabilità fiscali inequivocabili. L’Italia, con una normativa che risale al 2009, prevede addirittura una “tassa etica” per chi produce contenuti per adulti. Questo approccio si inquadra in una visione che riconosce il valore economico dei contenuti digitali e la necessità di una loro regolamentazione.

Nuove norme per un mercato in evoluzione

La risposta europea a questa sfida non si è fatta attendere: la direttiva UE 504 del 2021 e il decreto legislativo italiano del 2023 ne sono un esempio lampante. Questi strumenti normativi mirano a garantire che le piattaforme digitali, anche quelle extracomunitarie, dichiarino le somme versate agli influencer, facilitando così il compito delle autorità fiscali.

Il 2024 ha visto l’introduzione di ulteriori regolamentazioni, come il “disegno di legge Ferragni”, volto a regolare le iniziative commerciali online. Parallelamente, l’AgCom ha stabilito linee guida severe per la riconoscibilità delle pubblicità sui social, prevedendo sanzioni salate per le violazioni. Queste mosse dimostrano una chiara intenzione di rendere più trasparente l’economia digitale, tutelando al contempo consumatori e erario.

In conclusione, il paesaggio fiscale per gli influencer si sta inasprendo, con l’Italia e l’Europa in prima linea nel tentativo di adeguare le normative a un mercato in costante evoluzione. La strada verso una completa regolamentazione è ancora lunga, ma i passi intrapresi segnalano un impegno deciso verso maggiore equità e trasparenza nel mondo digitale.

Riproduzione riservata © 2024 - NM

ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2024 14:28

Dossieraggio: lo scandalo del “caso Striano” e il diario bomba

nl pixel