La scelta della Premier Giorgia Meloni per proteggersi dai fake e dall’Intelligenza Artificiale. Ecco cosa ha fatto la Presidente del Consiglio.
Protagonista di un recente “siparietto” in quel di Genova a carattere politico, Giorgia Meloni è tornata a far parlare di sé in queste ore. La Premier, infatti, ha deciso di proteggersi dall’Intelligenza Artificiale e, in generale, dai “fake” registrando la propria voce all’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, responsabile della gestione dei marchi dell’Ue.

Giorgia Meloni: la sua voce registrata
“Io sono Giorgia”. Una frase diventata nel tempo uno dei tormentoni politici più riconoscibili sui social e che ora torna al centro dell’attenzione per una ragione molto diversa. A pronunciarla fu Giorgia Meloni il 19 ottobre 2019, quando l’allora leader di Fratelli d’Italia intervenne dal palco di una manifestazione del centrodestra a Roma. Quel discorso, caratterizzato dalla celebre sequenza “sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana”, si trasformò rapidamente in una hit virale.
Da allora, però, il panorama tecnologico è profondamente cambiato. L’intelligenza artificiale è diventata molto più diffusa e, con essa, anche il rischio che strumenti capaci di replicare immagini e voci vengano utilizzati per creare contenuti falsi. È in questo contesto che la presidente del Consiglio ha scelto di adottare una misura di tutela sulla propria voce.
Meloni ha infatti registrato all’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, un audio della durata di quattro secondi nel quale pronuncia il proprio nome: “Io sono Giorgia Meloni”. L’obiettivo è proteggersi da possibili casi di clonazione della voce attraverso sistemi di intelligenza artificiale generativa.
La decisione, anticipata da Repubblica, e riportata da diversi organi di stampa, è arrivata anche dopo la diffusione di immagini false della premier realizzate con l’intelligenza artificiale, nelle quali era stata rappresentata senza vestiti. Nei mesi scorsi, una procedura analoga era stata adottata anche dalla cantante Giusy Ferreri.
I dettagli: cosa ha fatto la Premier
Secondo quanto si apprende, la richiesta presentata dalla Meloni risulterebbe attualmente “oggetto di esame”, come si può verificare sul sito dell’Euipo. La domanda è stata depositata attraverso uno studio legale con sede a Roma e una società marchigiana specializzata nella tutela della proprietà intellettuale.
La registrazione della voce è associata a tre categorie di servizi. Tra queste figurano i contenuti multimediali scaricabili, le attività culturali e l’organizzazione di manifestazioni politiche. L’iniziativa punta così a tutelare una voce riconoscibile anche sul fronte della nuova sfida rappresentata dalla clonazione digitale.