Giulio Collalto è il nome legato a due delitti di bambini commessi tra Milano e Cremona negli anni Settanta. La sua storia è rimasta tra le più inquietanti della cronaca nera italiana.
Ci sono nomi che tornano nelle cronache non solo per la ferocia dei delitti, ma per il senso di sgomento che continuano a lasciare. Quello di Giulio Collalto è uno di questi. Nato a Roma nel 1953, il suo nome è rimasto legato a due omicidi di bambini commessi tra Milano e Cremona negli anni Settanta, casi che hanno segnato profondamente entrambe le città. La sua vicenda giudiziaria si è chiusa con una condanna all’ergastolo, poi scontato fino alla morte in carcere nel 2009.
Giulio Collalto: i due delitti e i dettagli che resero il caso ancora più sconvolgente
Il primo omicidio risale al 10 febbraio 1976. La vittima era Roberto Auglia, un bambino di 10 anni conosciuto da Collalto durante il ricovero in ospedale di un uomo che lo stava aiutando. Secondo la ricostruzione emersa negli anni, Collalto avrebbe tentato di abusare del piccolo e, dopo la sua reazione, lo avrebbe soffocato con un cuscino. Dopo il delitto cercò anche di simulare un suicidio, appoggiando la testa del bambino sui fornelli del gas accesi. Per quel fatto venne condannato dalla Corte d’Assise di Milano a sei anni di reclusione e a tre anni di casa di cura per omicidio preterintenzionale.

Il secondo delitto, quello che avrebbe segnato in modo definitivo il suo nome, avvenne il 15 agosto 1979 a Cremona. La vittima era Luca Antoniazzi, indicato nelle ricostruzioni come un bambino di 7 anni, mentre nella cronaca locale dell’epoca recente viene ricordato come di 8 anni. Quel pomeriggio il piccolo seguì Collalto negli scantinati di un vecchio ospedale usato come deposito da una troupe televisiva.
Anche in quel caso, secondo la ricostruzione processuale, l’uomo tentò di abusare del bambino e poi lo strangolò, nascondendo il corpo sotto un montacarichi. Fu un delitto che sconvolse la città per la brutalità della scena e per il fatto che Collalto fosse già stato coinvolto in un caso quasi identico pochi anni prima.
L’arresto, l’ergastolo e la morte in carcere
Dopo l’omicidio di Luca Antoniazzi, gli investigatori arrivarono rapidamente a lui. Le testimonianze raccolte, i precedenti e i sospetti sorti immediatamente attorno alla sua presenza in quel luogo permisero di stringere il cerchio in poche ore. Alla fine Collalto confessò. Nel processo per il delitto di Cremona venne ritenuto capace di intendere e di volere e il 4 dicembre 1981 fu condannato all’ergastolo.
Negli anni successivi provò più volte a ottenere benefici e a uscire dal carcere, ma senza riuscirci. La sua storia si è chiusa il 23 giugno 2009, quando è morto detenuto a Milano, a 56 anni. Ed è proprio questo che rende ancora oggi il nome di Giulio Collalto così difficile da dimenticare: due delitti di bambini, commessi a distanza di pochi anni, e la sensazione che il primo caso non fosse bastato a fermarlo prima che colpisse di nuovo.