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Glynn Simmons: innocente dopo 48 anni di carcere per un omicidio
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Glynn Simmons, innocente dopo 48 anni di carcere: condannato a morte per un omicidio mai commesso

giudice martello tribunale

La storia di Glynn Simmons, condannato a morte nel 1975 per un omicidio mai commesso. Le prove nascoste, i 48 anni di carcere, l’assoluzione del 2023 e i risarcimenti milionari.

Il 19 dicembre 2023, un tribunale dell’Oklahoma dichiarò ufficialmente innocente Glynn Simmons, un uomo afroamericano che aveva trascorso 48 anni, un mese e 18 giorni in carcere per un omicidio che non aveva commesso.

Era stato arrestato a 22 anni e inizialmente condannato a morte. Soltanto a 70 anni era riuscito a riconquistare la libertà, dopo una battaglia giudiziaria durata quasi mezzo secolo.

Secondo il National Registry of Exonerations, al momento della liberazione Simmons era la persona che aveva trascorso più tempo in carcere prima di essere scagionata nella storia documentata degli Stati Uniti.

Il suo caso è diventato un simbolo degli errori giudiziari americani, soprattutto perché alcune prove favorevoli alla difesa erano state nascoste durante il processo.

tribunale giudice legge bilancia
tribunale giudice legge bilancia – newsmondo.it

Glynn Simmons: l’omicidio del 1974 e la condanna a morte di un innocente

La sera del 30 dicembre 1974, due uomini armati entrarono nell’Edmond Liquor Store, un negozio di alcolici nella città di Edmond, in Oklahoma.

Durante la rapina, uno degli aggressori sparò alla testa di Carolyn Sue Rogers, una commessa di 30 anni, uccidendola.

Anche Belinda Brown, una cliente diciottenne, venne raggiunta da un proiettile alla testa, ma sopravvisse.

Le indagini si concentrarono su Glynn Simmons e Don Roberts, un altro giovane che era stato visto insieme a lui durante una festa.

Il problema era che Simmons si trovava a centinaia di chilometri di distanza quando avvenne l’omicidio.

Secondo la sua ricostruzione, quella sera era in Louisiana, nella cittadina di Harvey, dove aveva trascorso diverse ore giocando a biliardo con alcuni amici.

Numerosi testimoni confermarono il suo alibi.

Nonostante questo, gli investigatori attribuirono grande importanza alla testimonianza di Belinda Brown, che aveva identificato Simmons e Roberts durante alcune procedure di riconoscimento.

Il 5 giugno 1975, entrambi vennero dichiarati colpevoli di omicidio. Nel luglio successivo ricevettero la condanna a morte.

Nel 1977, le pene capitali furono commutate in ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.

Per Simmons iniziò una lunghissima battaglia per dimostrare la propria innocenza.

Le prove nascoste, la liberazione dopo 48 anni e il risarcimento milionario

Per decenni, Simmons continuò a presentare ricorsi, sostenendo che le prove utilizzate contro di lui fossero inattendibili.

La svolta arrivò quando emersero rapporti di polizia mai consegnati agli avvocati della difesa.

I documenti mostravano che Belinda Brown, durante le procedure di riconoscimento, aveva indicato anche altre persone come possibili responsabili.

Queste informazioni avrebbero potuto indebolire significativamente l’accusa, fondata principalmente sull’identificazione effettuata dalla giovane sopravvissuta.

Nel luglio 2023, la giudice Amy Palumbo annullò la condanna, riconoscendo la violazione del diritto dell’imputato a un processo equo.

Il 22 luglio 2023, Simmons tornò in libertà.

Il successivo 19 settembre, la procura rinunciò definitivamente a processarlo nuovamente.

Il 19 dicembre 2023, arrivò il riconoscimento decisivo: la giudice Palumbo dichiarò formalmente che Simmons non aveva commesso il reato per il quale era stato incarcerato.

Ma la libertà arrivò quando gran parte della sua vita era ormai trascorsa. Nel frattempo, l’uomo aveva anche ricevuto una diagnosi di tumore avanzato.

Nel 2024, lo Stato dell’Oklahoma gli riconobbe 175.000 dollari di indennizzo, il massimo previsto dalla normativa statale per gli errori giudiziari.

Nell’agosto dello stesso anno, la città di Edmond accettò un accordo risarcitorio da 7,15 milioni di dollari.

La battaglia civile non era però completamente terminata. Nel 2026 risultava ancora aperto un distinto procedimento contro Oklahoma City e un ex investigatore, con un nuovo ricorso registrato a settembre.

Il caso di Glynn Simmons dimostra le conseguenze devastanti che possono derivare da riconoscimenti sbagliati, prove non comunicate alla difesa e carenze del sistema giudiziario.

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ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2026 19:41

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